La Potenza della Croce - Entrare nella Risurrezione

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L'obbedienza verso Dio e verso i superiori

Questo è per i religiosi. L'obbedienza verso i superiori è più importante dell'obbedienza verso Dio, quando può essere fonte di divisione ribellarsi, perché l'unità della Chiesa è la cosa più importante, ed essa è sottomessa allo Spirito Santo, o almeno cerca di esserlo. L'unica obbedienza che non è buona è quella che fa danno alla propria anima e che porta fuori dalla verità, facendo vivere in una maniera buonista e poco devota, che dà scandalo agli uomini e che può portare alla morte eterna o a grave Purgatorio. “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno” (Mt 23, 3). Bisogna seguire il Vangelo e la propria Regola infatti, più che gli uomini. San Francesco diceva nella sua regola che i frati sono tenuti a obbedire ai superiori in tutto, tranne in quello che è danno alla propria anima e non secondo la loro regola di vita, perché non è vera obbedienza. Si è tenuti a vivere la regola che si ha professato di voler vivere, in sottomissione ai superiori, poiché anche Gesù si sottomette a loro, ovvero non vi incolpa di ciò che l'obbedienza ai superiori richiede o vi nega. Tuttavia se i superiori agiscono in maniera non conforme alla regola e così portano gli altri a fare si deve dire loro le cose a riguardo, per carità, dicendo “noi abbiamo deciso di servire il Vangelo avendo come base questa regola di vita ma tu in queste cose non stai agendo bene e ci stai facendo agire male anche noi”.

La regola è la cosa a cui bisogna obbedire, come stile di vita, e possibilmente seguire come esempio i propri fondatori. Se essa ha delle libertà, come quella di san Francesco, non si fa nulla di sbagliato nel seguire più la volontà di Dio che quella degli uomini, poiché la comunione con la Chiesa in quel caso sicuramente è attraverso la regola e il suo fondatore, e nessuno può accusare di qualcosa se si pratica il Vangelo e la regola e si è conformi ad essi. L'importante però è cercare di custodire la comunione che rende il tralcio unito alla vite. Bisogna custodire l'armonia e dire “io voglio servire il Signore in questo modo, parliamone se volete”, custodendo così i rapporti. Questo vuol dire che se un frate desiderasse di essere d'esempio ai frati, lo sentisse dentro, seguendo san Francesco come lo seguivano i primi frati, è libero di farlo se non viene ostacolato per obbedienza, ma non deve imporre niente a nessuno, solo dire “quel modo di vivere là non è proprio il nostro, questo lo è di più e lo seguo”, e dare l'esempio. È aderente alla regola e quindi agisce bene. Ad alcuni può non piacere, ma questo è Vangelo vivo. Questo può servire a frati che vogliono occuparsi dei poveri, vivere e predicare la vita di penitenza o vivere in uno stile molto più povero e abbandonato alla provvidenza, per fare un esempio. San Francesco ha rinnovato la Chiesa facendo quello che dice il Vangelo, restando dentro la dottrina della Chiesa Cattolica e custodendo una grande venerazione per tutti al suo interno, specie i sacerdoti, in un periodo che era in forte decadimento. Ha solo dato l'esempio, e vedete che ne è venuto. Lutero aveva ottime carte in mano, poteva fare cose bellissime, ma ha solo visto i problemi della Chiesa e ha voluto dargli contro perché così non andava; invece di preferire l'unità e il cercare di mettere il proprio contributo, si è diviso da Essa e ha cominciato a fare di testa sua. Il risultato è che milioni di cristiani si sono staccati dalla Chiesa per le sue idee, ci sono stati migliaia di morti per la difesa delle teorie sue, c'è una visione parziale del Vangelo, nel senso che non tutto è preso nel suo significato più semplice e chiaro, e non ci sono per loro né Eucarestia né confessione dal sacerdote. Vedete quindi cosa può venire quando si è troppo basati su se stessi e sul proprio modo di vedere le cose e non si vive in una reale adesione alla Chiesa di Pietro, la Chiesa che Cristo ha promesso che resterà per sempre nella verità che salva. Lo stesso Lutero un giorno rispose a sua moglie che parlava tutta presa sulle cose del Cielo, “il Cielo non è per noi”. Egli stesso si era reso conto della sua situazione. Vedete, quello che nasce dal proprio io non è da Dio. Quindi anche se fosse Volontà di Dio secondo voi una scelta importante la prima cosa è ragionare col cuore e chiedere a Dio l'opportuno discernimento e sapienza e intelletto con la preghiera, e poi custodire per quanto possibile la comunione con chi è sopra di voi.

Ma anche bisogna sapere che non per tutto bisogna chiedere agli altri, se si è religiosi e si ha il voto di obbedienza. Se dovete pregare chiedete quali preghiere potete dire? Io credo sia così anche per tante altre cose. Non preoccupatevi quindi di dover avere deleghe per poter evangelizzare un po' i barboni, i poveri o i giovani per strada, o per piccole opere di carità, non è Gesù e il Suo Vangelo che seguite? Dovete chiedere se è cosa buona farlo? Dunque potete farlo, voi seguite il Vangelo. E se avete grandi cose nei vostri desideri iniziate dal piccolo e parlatene a chi di dovere una volta che vi siete consolidati, che si possa vedere qualcosa di maturo che conferma le vostre aspirazioni.

Nel caso che non si sia religiosi si può fare tutto quello che è all'interno della dottrina della Chiesa Cattolica. Ad esempio le cose che sono in questo libro le potete fare tutte. Solo per evangelizzare per le strade, non dico via internet o per le cassette della posta, è meglio avere una guida spirituale e il Suo consenso, perché quando si fa cose serie davanti agli uomini è bene averne una e pregare per lei perché ci guidi bene, e perché possiate dire al mondo che siete con la Chiesa Cattolica in quello che fate, che non è di testa vostra che agite. Anche la guida spirituale deve però avere rispetto per le ispirazioni di Dio e a cuore l'anima della persona che segue, o potrebbe avere grosse colpe. Questo lo dico perché a qualcuno può venire in mente di evangelizzare in maniere non proprio buone, ma se uno è sicuro e sente continuamente Dio che glielo chiede, lo faccia e stia sereno che è meglio che non farlo proprio.

Tutte queste cose serve specificarle solo perché la Chiesa non sia morta, oggi lo è troppo, ma l'unità non si deve perdere. Davanti a Dio l'obbedienza vale tantissimo, specie se vissuta con profondità, più di fare grandi cose di testa propria, tranne quando Dio dà tanti segni per convincere a fare certe cose. Ma a volte l'obbedienza è come il fatto che Gesù preferisce un'ora di meditazione sulla Sua Passione a un anno di auto flagellazioni cruente. Cercate il vostro vero bene cercando un sacerdote guida che sia uomo veramente di preghiera e forte spiritualità.


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Quest'opera è consacrata al Cuore Immacolato di Maria.

Autore Oscar Lepore

Oscarlepore@email.it

Sono presente anche su facebook con nome Oscar Lepore (quello nato il 9 luglio 1983).