La Potenza della Croce - Entrare nella Risurrezione

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L'abnegazione, l'umiltà come rinnegamento di sé per la felicità vera

L'abnegazione è rinunciare a se stessi facendo posto all'altro. Non si può avere a cuore una persona se non gli si permette di starci, e questa è l'umiltà. Rinnegarsi è non invadere con i sentimenti negativi del nostro spirito (che si uccidono con un “Dio pietà, Gesù pietà), è non credere che Dio sia a nostra immagine e somiglianza ma che siamo noi a essere a immagine e somiglianza Sua e in Lui dobbiamo scoprirci; è credere che tutti sono immagini uniche di Dio che rivelano nuove cose e che lo stesso è per la natura e gli animali. È solo il nostro modo di sottomettere tutto al nostro modo di pensare statico che rende noioso tutto, e questo può venire anche per il voler possedere troppo. Quando ci si rinnega ci si stupisce anche di ciò che si fa, come io che sto scrivendo, perché con Dio le cose riescono più meravigliose di quello che si aveva in programma. Rinnegarsi fa la felicità propria e altrui, mostra sempre qualcosa di più e la nostra vera identità come figli adottivi di Dio. Rinnegarsi è sorridere alle persone e averne attenzione, rinnegarsi è far gioire gli altri con tante piccole buone azioni, rinnegarsi è far soffrire meno gli altri e perdere quel po' di tempo ad aiutarli a capire il senso delle cose e l'utilità di esso per la loro vita, invece di correre a cose di meno importanza. Rinnegarsi è anche dare un po' di allegria agli altri quando siamo noi a soffrire, e non dire parole cattive per piccole inezie. Rinnegarsi è solo rinunciare ad ogni forma di male e a tutto quello che ci porta al male e aprirsi alla novità della vita, all'attimo presente come germe di immortalità. Rinnegarsi permette che la vita immortale cominci già ora e la felicità entri in noi.

Massimo rinnegamento è fondarsi sulla roccia, basarsi su quello che è scritto nella Parola di Dio, in particolare il Vangelo, e agire non per sentimento ma per adesione della Volontà ad Essa, affidandosi alla sua promessa, finché non si converte il nostro modo di vedere le cose. Il solo rinnegamento che non serve a niente è togliere l'entusiasmo ai giovani nella fede che desiderano fare cose buone e opere di fede, che desiderano fare esperienza del “venite e vedrete” (Gv 1, 39) senza tempi lunghi, e a chiunque desidera fare opere in conformità a quello che dice il Santo Vangelo solo perché c'è una certa imperfezione nel modo di farle. Bisogna accompagnare le opere della fede, aiutare a purificarle perché siano più evangeliche, non ucciderle, nascondendo spesso la propria poca voglia di seguire il Cristo che inviava pescatori e umili e semplici uomini a evangelizzare, preferendo piuttosto un cristo in giacca e cravatta, adatto alla società odierna. Molti sacerdoti infatti spesso impediscono le opere sante, cercatevi guide spirituali che hanno veramente a cuore il Vangelo e la preghiera, non mettetevi nelle mani di quelli che di Spirito non ne sanno niente!

Chiedere agli altri di non fare ciò che è bene secondo il Vangelo è rinnegare le opere di Dio per preferire le opere degli uomini, fare un Vangelo a misura d'uomo, che non dà fastidio, anche brutto da vivere, che non mette nessuno davanti la necessità di rivedere la propria vita e convertirsi, facendo così una grossa omissione. Non avreste neanche quest'opera qui se avessi dovuto rimanere con una vecchia guida spirituale che mi diceva di non evangelizzare perché non sapevo relazionarmi con gli altri, e nulla mi spiegava su come arrivare ad essere in grado. A un certo punto ho dovuto cercarne un'altra. Ma è stato proprio evangelizzando che, alla fine, ho raggiunto la capacità di relazionarmi.


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Quest'opera è consacrata al Cuore Immacolato di Maria.

Autore Oscar Lepore

Oscarlepore@email.it

Sono presente anche su facebook con nome Oscar Lepore (quello nato il 9 luglio 1983).