Maria Santissima, 6 Ottobre 2008 – Terra e fede

“Amati figli miei, io sono con voi. Vi ho parlato di come il Paradiso sia Regno di Carità, il Purgatorio sia Regno di Speranza, la terra sia Regno di Fede. Tutto, in misura imperfetta, potete vivere sulla terra, per accedere immediatamente al Regno dei Cieli. Con la fede uscite dal materiale e agite in ciò che resta, eternamente parlando, ed essa vi spinge alla Carità, con la preghiera, con l'azione, con la parola. Avete fatto il collegamento fra terra e Paradiso, ogni volta che fate un atto di fede per Amore fate un ponte tra terra e Paradiso. Questa fede e questa carità sono i pilastri su cui si sorregge la speranza, che vi infonde la luce e la gioia per superare le difficoltà e attraversare, con la vostra Croce, questo arco di Trionfo che vi avvicina di un tratto di strada in più al Regno dei Cieli. Di trionfo in Trionfo riceverete, dopo ogni fatica, sempre più consolazioni, in base alla libertà, fatica e accoglienza del vostro cuore, perché Dio non si fa superare in generosità e bontà, e man mano che crescerete scoprirete quanto è vera questa frase, nella vostra stessa vita e in quella con i vostri cari. Man mano che salirete scoprirete la letizia anche nelle tribolazioni, che affronterete sempre più serenamente come avete visto personalmente fare. Per alcuni arriverà infatti il momento in cui saranno capaci di dire, come San Paolo, “Se ho qualcosa di cui vantarmi, mi vanterò di Gesù Cristo, e di questi Crocifisso”. Nella Croce di Gesù Cristo, figlioli, avete la Fonte massima di Benedizione, per voi e per gli altri. In Gesù Cristo, e in particolare nella Sua Passione, contemplerete attraverso l'Amore, per la mia intercessione, una infinità di significati e di misteri profondi di cui Dio vi vuole rendere partecipi, affinché la vostra preghiera non sia meccanica recita di Padre nostro, ave Maria, e se lo accettate, del Rosario. Essa deve essere energia d'Amore dirompente che annienta tutte le forze del male, e che vi dona a poco a poco la comunione e l'Amore in Gesù Cristo con ogni fratello e sorella sulla terra, in cui non vedrete più i difetti ma la creatura Amata da Dio e abitata da Gesù nell'anima sua. Ogni energia e forza che avete visto in chi vi ha testimoniato l'Amore di Dio e il suo incontro reale con Gesù Cristo, sempre spiritualmente parlando, è stata ricevuta attraverso la contemplazione per mezzo mio della Passione di Gesù Cristo. In Essa vi è racchiusa la Grazia per superare ogni ostacolo ingannevole, soprattutto quando contemplate tale Passione nella santa Messa o con il santo Rosario davanti al Crocifisso o al tabernacolo in cui Gesù Eucarestia è custodito. Leggete in ogni mistero i brani evangelici collegati ad esso, e lasciatevi istruire, nel silenzio, dalla Grazia, chiedendo ogni tanto lumi a Dio per capire quello che non capite. Vi ho parlato di ciò che porta a Dio, e ancora lo farò per meglio formarvi. Come avrete intuito devo prima completare la catechesi sulle realtà eterne, di cui troppo poco si parla, con l'informarvi di ciò che allontana da Dio e rischia di togliervi dalla felicità eterna per sempre. Ve lo rammento ora per aiutarvi a tener conto che è sulla terra che avete il dono sublime della libertà di scegliere quale via percorrere. Il destino non esiste, figlioli, siete voi personalmente che decidete quale strada percorrere. Spesso ciò che credete indicarvi il destino, è ciò che da Dio non proviene, e a Dio non conduce. Dio è la Verità e la Vita, figli che Amo immensamente, tanto che se ve ne rendeste conto, piangereste dalla gioia, come è successo a questo mio figlio. Egli ha combattuto contro un destino, che gli diceva che era inevitabile il suo fallimento, e lottava con la sua sola presunzione, ma convinto intimamente che quanto non proviene direttamente da Dio non può essere la verità tutta intera. E così, quando ha ammesso che da solo non poteva fare nulla, e ha cominciato a fare qualcosa per gli altri, anche se a livello più pratico, allora ha cominciato ad abbandonarsi alla Grazia di Dio, senza pensiero, e a portare la sua Croce, allora Dio ha potuto agire, ha potuto farlo pentire per l'Amore che non ha dato, ha potuto farlo piangere, ha potuto attraverso me farlo perdonare sempre più profondamente; ha potuto irrobustirlo e ha potuto dargli forza quando era necessario di passare notti intere a pregare, sorretto dalla Grazia soltanto, senza sentire fatica. Così Dio ha potuto dargli forza di combattere contro il male, e di testimoniare a voi l'Amore di Dio e il suo incontro con Gesù Cristo, sorretto dalla preghiera piena d'Amore per voi da chi è stato scelto per essere la sua roccia sulla terra durante le sue missioni di evangelizzazione. Egli vi vede con uno sguardo sempre più di misericordia perché impara ad amarvi come se stesso, vedendo in molti, o almeno in alcuni di voi quello che era lui una volta, e ancora di più, perché sta imparando a vedere le vostre anime e la presenza di Gesù Cristo in esse, il suo Dio, che egli sempre più brama di Amare e di aiutare in voi. Questo non umanamente parlando, ma solo nella logica del dono di sé e del sacrificio di sé. È così che è uscito dall'inferno in cui era entrato. Non da solo, ma con la Grazia di Dio. Non con la sola Grazia di Dio, ma con la sua decisione di fidarsi di Dio e di lasciarsi guidare da me, senza la quale sarebbe andato fuori strada, e inevitabilmente nel suo caso. È stato così che inaspettatamente, e come non l'avrebbe immaginata, ha sentito la Voce di Dio Padre nel suo cuore, unito in via del tutto eccezionale al Sacro Cuore di Gesù, per quel tale momento, e a cui ora tende col sacrificio quotidiano. È stato in quell'incontro, in cui è stato compreso dal Padre nostro nella sua personale afflizione, che egli ha compreso nell'estrema umiltà, misericordia, allegria e speranza del Padre, con la gioia più grande che abbia mai provato, che veramente non c'è destino che tenga, davanti alla vocazione ricevuta da Dio Padre, in Gesù Cristo morto e Risorto, il quale ha vinto il mondo, la carne, il demonio. Con queste parole di speranza concludo questo messaggio. Cari figli, mentre leggete queste parole, vi benedico e vi ringrazio.”