Maria Santissima, 4 Ottobre 2008 – Purgatorio e speranza

“Amati figli miei, io sono con voi. Non c'è dolore che non possa essere sopportato dall'Amore. Esso si infonde in voi come ardore di donarvi al prossimo, e si sprigiona come forza che infonde Speranza, Luce e Gioia in chi l'accoglie. Ogni uomo ha il suo cammino da compiere. È un cammino di dolori e di consolazioni. È un cammino di fatiche e di riposo. È un cammino di Gloria e di umiliazioni. Solo nello sforzo, solo nell'offerta, solo nel sacrificio per Amore del prossimo, potete entrare nella via della santità, di cui la carità ne è la massima espressione. La preghiera diventa efficace quando è donata, il lavoro diventa efficace quando è donato, il dolore diventa efficace quando è donato, e figlioli, anche la Gioia e l'Allegria diventano efficaci quando sono donati, ma soprattutto lo è la sofferenza accettata e accolta con Amore per poterla donare, pensando agli altri. Donata a Chi? A Dio, in Gesù Cristo mio Figlio, unita ai meriti della Sua Vita e della Sua Passione e della Sua Resurrezione. Se volete, cari figli, potete farlo per mezzo di me, affinché lo offra con tutto l'Amore di cui sono capace. Nelle prove della vita voi spesso guardate la difficoltà, e non guardate l'obbiettivo che vi aspetta oltre ad essa. Questo diventa un limite alla vostra speranza, che vi fa abbracciare quello che vi viene offerto come mezzo di santificazione, mezzo per procedere verso la sommità del Monte Santo di Dio, la Gerusalemme Celeste. Quando guardate al dolore, vi lamentate, piangete, e a volte vi disperate, ed è peggio ancora quando lo fate senza esprimere niente all'esterno, quando lo fate interiormente, senza alcuno sfogo. È come un peso che appesantisce il vostro cuore, e che vi irrigidisce e vi rende ostinati. In ciò vi è l'orgoglio, il peggiore dei mali, ben più grande di ogni male che voi conosciate. Molti vivono come se l'orgoglio fosse inevitabile, e anzi come fosse addirittura virtuoso, fonte di merito e di distinzione dagli altri, mentre è solo negazione del proprio vero io, della propria Vera immagine, di quello che Dio ha pensato di voi Dio. È come una prigione di cui avete le chiavi per uscirne, ma che non sapete dove le avete messe. Più è l'orgoglio e più è stretta e angusta la prigione, meno è l'orgoglio e più è vivace e libera la vostra vita. Se vi chiudete nell'orgoglio scendete dal Monte Santo. Se vi aprite nell'umiltà e nella carità salite il Monte Santo. La vera Croce del vostro calvario è l'orgoglio, nient'altro che esso, da cui hanno fonte tutti i peccati capitali e veniali. Esso è ciò che di insano si trova nel vostro cuore, e che nasconde ai vostri occhi la ricchezza che è nel vostro cuore, ovvero i vostri carismi, e man mano che crescete il vostro carisma personale, che vi rende autentici e veri, che manifesta la vostra identità di figli di Dio, nel Figlio di Dio, Gesù Cristo. Man mano che salite la vostra via della Croce, vi accorgete che Egli non è solo un uomo, ma che Egli è anche Dio, che nutrendovi di Sé vi spiritualizza e divinizza.

Bisogna dunque capire cosa forma l'orgoglio, e come esso si distrugge, passo dopo passo, perché salendo troviate sempre maggior felicità e profondità di vita, sotto un peso che non sentite più come peso, ma come ancora di salvezza, perché sia sulla terra che in purgatorio vi è la Croce da portare, per poter crescere e arrivare alla maturità spirituale, proprio come studiate per arrivare alla maturità sociale. Il premio è la Vita eterna di cui già vi ho parlato e di cui già potete cominciare a gustare da questa vita. La differenza tra terra e purgatorio, è che nella prima potete scegliere la strada che volete, anche quelle che non portano in Cielo, mentre in purgatorio vi è presente chi, più con le opere e la vita, prima che con le parole, ha accettato e amato Gesù nel fratello che ha servito in terra. Per questo in purgatorio non vi sono solo cristiani, ma vi sono appartenenti ad ogni religione, e anche atei, se coerenti con la loro ragione. Ogni uomo ha una fede, vissuta più o meno profondamente nelle sue azioni, in una sincera ricerca della Verità e dell'Amore, della Vita e di ciò che è necessario per far del bene al prossimo. Quanto più si diventa spirituali, quanto più si capisce che i beni essenziali sono quelli eterni, che non si vedono con gli occhi della carne. La differenza tra terra e purgatorio è, inoltre, che sulla terra regna la misericordia di Dio, che cerca la salvezza eterna dell'uomo fino al suo ultimo respiro, mentre in Purgatorio regna la speranza, che in mezzo a tante tribolazioni non affrontate sulla terra che in minima o di poco più superiore parte, attende con pazienza di essere resa candida e perfetta per il Paradiso, il Regno della Carità. Vi sono anime sulla terra che vivono come se fossero in Purgatorio, donate a Dio, e spesso per mezzo mio, per la salvezza degli uomini. Il loro compito è testimoniare con la vita il Regno di Dio, e possono farlo in modi diversi e a livelli diversi, salendo di gloria in Gloria verso Dio, spiritualmente parlando. Ciò che è qualcosa davanti agli uomini non sempre è qualcosa davanti a Dio. Ciò che non è niente davanti agli uomini non sempre non è niente davanti a Dio. Assieme a me lo capirete. Capite dunque che portare la Croce non è un peso, come può parere all'inizio, quando non si sente ancora la grandezza delle consolazioni di Dio, ma è un sostegno verso la felicità, perché il giogo di Gesù è dolce e soave, ed Egli stesso dice “Venite a Me voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed Io vi ristorerò”. Perché dunque tanta fatica, anche da parte di tanti che si dicono cristiani, e che a volte lo sono ma a volte a parole soltanto, nel portare la Croce? Come vi ho detto, per l'orgoglio, perché gli ostacoli non sono esteriori ma sono interiori, e solo la Fede, la Speranza e la Carità li possono sgominare, affinché “conosciate la Verità tutta intera, e la Verità vi renda Liberi”. Da cosa è composto l'orgoglio? Essenzialmente, dai rancori. Ogni persona che vi ha ferito o che avete ferito, è la chiave per la Liberazione dal relativo rancore. Pregando Dio, se volete assieme a me, perché le dia l'Amore che non le avete dato, o che non avete da lei ricevuto, otterrete la Liberazione vostra e loro, trasformando quello che era un laccio di rancore in una Luce di perdono d'Amore, che attira su di voi maggiore benedizione dal Padre, per poter essere di più quello che siete veramente. Voi spesso considerate rancore quello che avete per un superiore, per un maestro, per un parente, per una persona a voi antipatica per sentito dire o per una parola sbagliata, ma io vi dico che queste sono solo le fronde di un albero cattivo che vi toglie risorse ed energie. Quello che voi dovete guardare e cercare è quali sono le radici, a chi sono collegate, ricordando che sono le radici dell'albero del rancore, ma non sono le persone stesse. Dovete imparare a distinguere il peccato dal peccatore. Questo mio figlio che mi ascolta e scrive, riteneva di avere più difficoltà con la sorella, vedeva perfetto il rapporto con il padre e sopportava a volte a malincuore la madre. Della ragazza che anni prima lo aveva lasciato non si faceva nemmeno problema, tanto era incosciente della ferita relativa a causa della distanza e della mancanza di contatto. Eppure lo ho fatto pregare innanzitutto per sua madre, e quando credeva di avere ancora da perdonarle gli ho detto “Tu quello che dovevi dare in Amore a tua madre lo hai dato, il solo fastidio che provi è nel vederla ancora ogni tanto litigare con tuo padre. È tuo padre che deve pregare per lei”. Così lui ha invitato suo padre a pregare specificatamente per sua madre, perché quando si perdona, bisogna preoccuparsi di dare Amore a una persona soltanto, e il resto lo fa Dio. Dopodiché gli ho chiesto di pregare per suo padre, e per lui gli ho chiesto di pregare molto di più di quanto gli ho chiesto per sua madre, e in seguito a questo ha avuto il dono del colloquio con Dio Padre nel suo cuore, l'esperienza che veramente gli ha fatto capire la sua identità nel piano di Dio e mio, vivendo in Gesù Cristo. Dopodiché si aspettava di pregare per sua sorella,e io invece lo ho fatto pregare per la ragazza che più ha amato, in tre giorni veramente importanti nella storia della sua santificazione, che lo hanno portato al livello che la Chiesa chiamerebbe “beato”. Da allora è diventato casto spiritualmente, ed è diventato un potente testimone della Resurrezione di Gesù Cristo, suo Signore e suo Salvatore. Voi vi chiedete perché spesso parlo di lui. Quando saprete come mi presento, sotto quale Nome, saprete il motivo di tanta mia cura per questo peccatore rinato alla Grazia, e di cosa testimonia con la vita. Non mi è comunque bastato questo, e lui gioiosamente mi ha seguito, in mezzo a varie prove, nelle profondità della Misericordia Divina, facendo un ulteriore passo oltre, per non avere più alcun desiderio di lei. Ha pregato per i familiari di questa giovane, perché la sua vita fosse felice, e ha pregato per il suo attuale uomo, perché essa possa riconoscere in lui l'uomo della sua vita e formare assieme a lui famiglia. Questo, figli cari, è l'Amore. Questa, figli miei, è la libertà spirituale. Ha quindi pregato, sotto la mia guida, per sua sorella, e si è accorto con stupore che quella persona in cui vedeva più difficoltà di rapporto, era la più facile da perdonare, e da riempire d'Amore, aspettando per mia direzione il suo turno, poiché spetta a suo padre fare la parte più grande e il passo iniziale, per riconciliarla con la famiglia e con Dio. Senza il rinnovamento del rapporto con la sua famiglia, che in apparenza gli pareva buono, senza la fede nella Grazia e nelle mie parole in cui sentiva la pace, l'armonia e anche, sempre più, l'Amore di Dio, questo giovane non avrebbe potuto testimoniarvi il Vangelo ogni giorno con sempre più luce e gioia. Egli non avrebbe avuto le basi solide su cui poggiare per testimoniare davanti al mondo ciò che lui crede fermamente, ovvero che Gesù Cristo è il Signore, Colui che è il Principio e il Fine di ogni nostro valore, di ogni nostra certezza, di ogni nostra verità, di ogni nostra libertà, di ogni cosa in cui crediamo rettamente e non per compromesso. Non siamo noi creature a dover cambiare base su cui poggiare, diventando estranee alla nostra identità personale, ma dobbiamo lasciare che Dio rinforzi la base su cui già siamo, rendendola salda come la roccia, che è Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, togliendo quindi tutte le piante ed erbacce inutili. Esse soddisfano solo la carne, e anche male, come vi può testimoniare chi vive nella castità spirituale e gode di tutto quello che riceve dalla Provvidenza Divina, e lasciano invece l'anima nell'apatia, nella debolezza, nella malattia, e a volte anche in peggio. Ricordate, finché siete in questa vita avete sempre la possibilità della resurrezione della vostra anima, attraverso il pentimento sincero quanto vi è possibile e la santa confessione da mio Figlio istituita. Per fare cose grandi e belle per gli uomini dovete prima fare cose grandissime e bellissime per le vostre famiglie, perché quella è la vostra base che deve divenire vera base, a poco a poco, attraverso l'amore accogliente e misericordioso e quella collaborazione che deve partire, innanzitutto e nel silenzio, da voi stessi, per poi propagarsi attorno a voi. Ricordatevi anche dei vostri avi, il Purgatorio ha bisogno delle vostre preghiere e voi avete bisogno che essi siano presto in Cielo a intercedere per voi pienamente nella Comunione dei Santi. Se non sapete quale sorte abbia avuto un vostro parente più o meno prossimo, chiedete lume alla Grazia di Dio per mezzo mio, e se non riuscirete ad intuire ed intendere, sappiate che l'Amore, lo Spirito Santo, perfeziona la vostra preghiera e comunque la indirizza verso i vostri avi che ne hanno bisogno. Purificare con Amore l'albero genealogico è fonte di grandi benedizioni. Far dire Messe per i vostri avi e parteciparvi dopo aver pregato con Amore per loro è l'atto di Carità più grande che possiate fare per loro e per la vostra famiglia, che a poco a poco diverrà vera famiglia, sempre più a immagine della Sacra Famiglia composta da Gesù Cristo, me e San Giuseppe. Noi eravamo Icona della Santissima Trinità sulla terra. Cari figli, mentre leggete queste parole, vi benedico e vi ringrazio.”