La Potenza della Croce - Entrare nella Risurrezione

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Una goccia nell'oceano


di Oscar Lepore



Kyle ha una fidanzata che presto vuole sposare. Ma le cose non vanno come si aspetta e lei muore uccisa da gente cattiva. Un eremita mostrerà al giovane una nuova strada, che lo porterà a una vita straordinaria...




Una goccia nell'oceano


Selvaggi

"Kyle!" come un tuono Kyle sentì pronunciare il suo nome.

Si trovava in una giungla. Da dove proveniva quel richiamo? Kyle si guardò a destra e sinistra, ed ecco vide tanti uomini selvaggi che cercavano di colpire e far tacere uno che era come un uomo, ma era alto il doppio, coperto da un'armatura lucente come cristallo. Aveva i capelli neri e un volto luminoso. Mentre combatteva alcuni selvaggi si arrabbiavano di più, altri invece sembravano ammansirsi.

"Kyle!", gridò ancora, "aiutami a salvarli... io sono Gabriel!". La sveglia suonò.

Kyle si svegliò di soprassalto. "Oddio che sogno...".

Guardò l'ora sulla sveglia, era mattina ormai, ora di prepararsi. Andò in bagno a lavarsi. Faceva sempre la doccia la mattina, lo faceva sentir bene tutto il giorno.

Il giovane era alto, un metro e ottantaquattro circa, capelli castani di corta lunghezza e occhi chiari, celeste. Doveva avere sui venticinque anni.

Finita la doccia si cambiò. La camera era molto ordinata, poche cose e tutte in ordine; una libreria, il comodino, il letto e un armadio. Niente quadri, niente di anticonvenzionale. Si era vestito di jeans e maglia in cotone a maniche lunghe, e ravviato i capelli con il gel. Prese dal comodino l'immagine di una ragazza e la baciò. Poi, fatta la colazione, prese l'auto e si recò a lavoro. Il sogno svanì tra le altre cose.


Baci

"Ottima la pasta!". Kyle mangiava di gusto la porzione di pasta al tonno che la signora Fornasiere gli aveva lasciato sul tavolo, e ora lo guardava con occhio divertito. Accanto a lui la ragazza della foto, alta cinque centimetri meno di Kyle, capelli neri vaporosi e occhi scuri, stile nobile e di persona decisa. "Come è andata amore?", disse.

"Bene", rispose Kyle, "non ho avuto molto lavoro, e le schede elettroniche si saldavano bene... quindi... ho avuto tempo per pensare".

"A cosa?", chiese lei sorridendo.

"Mah... a te, Simona!".

La signora Fornasiere alzò le mani. "Sempre così voi due... Fai presto te a laurearti che vi sposo io altrimenti!". Simona la guardò dolcemente, la sua mamma bionda e docile alle tenerezze, e mettendo una mano sulla sua l'accarezzava.

"Beh... quanti esami mancano?" domandò Kyle.

"Quattro...", disse Simona con uno sguardo dolce dentro di se, mentre lasciava la mano della madre. Kyle aveva finito di mangiare. Non usavano secondi piatti se non la verdura, poiché così si era meno appesantiti.

"Wow, wow, wow!", disse il giovane, "sarò la felicità in persona!".

Simona lo guardò come dire – Ma cosa dici?-. "Taci, scemo!", ribatté, "vieni. Ciao mamma", disse poi, e lo portò con sé in camera.

- Quanto sarebbe poco contento Giulio di questa intimità se lo facessero davanti ai suoi occhi – pensò tra se e se Carla, la madre, mentre si metteva a lavare i piatti.

"Mi hai tradito oggi?" domandò Kyle a Simona, distesi assieme sul letto, mentre le accarezzava la guancia sinistra.

"Mmmh... un ragazzo mi ha guardato di striscio... ma... non c'è paragone", rispose Simona, mentre con la sua mano prese la mano del suo uomo, amando sentirsi così coccolata.

"E tu mi hai tradito oggi?", soggiunse.

"Non ho visto nessuna avere un raggio della dolcezza che emanano i tuoi occhi... neanche oggi".

Simona sorridendo disse, "Oh Bene", poi fece sguardo sagace, "Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto!".

"Nooo! Anche oggi!", rispose Kyle.

"Va bene, va bene", rispose Simona, e si avvinghiò a lui. Era il loro gioco d'amore e confidenza... anche oggi erano l'uno per l'altra.

Nel comodino una piccola bibbia rossa, con scritto Tabor, su un muro l'immagine di San Francesco che va incontro a Gesù in croce.

"Ehi... dici che potremmo... amarci di più?", avanzò Kyle.

"Dopo...", rispose lei.

"Va bene", rispose lui, "ma ti avverto che è molto difficile controllarsi con te".

"Credi che non sia reciproca la difficoltà?", disse Simona.

Non era molto all'antica Simona, ma credeva in Dio e in certe leggi della Chiesa, e aspettava il matrimonio. Faceva parte del coro della chiesa e ogni tanto cercava di aprire gli occhi di Kyle riguardo Dio. A Kyle piaceva la ragazza, nella sua dolcezza e in altre cose – è una con cui metter su famiglia non è un'utopia -, pensava, ma non gli andava giù l'idea dell'esistenza di Dio, dopo la separazione dei suoi genitori per volontà di suo padre, il quale era spesso presente alla Messa la domenica, ma non pensava mai alla famiglia.

Baciò le mani della ragazza, e poi tutto il braccio... era in maniche corte. Simona si lasciava baciare e ripeteva "Cucciolo... cucciolo mio...".

"Ah, ora che ricordo... oggi ho sognato qualcosa di strano", disse Kyle.

"Cosa?". Kyle le raccontò il sogno.

"Gabriel è un arcangelo... parlano con te ora? Chissà che vuol dire".

"Ma va, figurati se era quello... un sogno strano ma interessante...", rispose con noncuranza Kyle.

"A me piace!", disse Simona, "combatti i selvaggi per me".


Piccole onde

Erano fuori città. "Vedrai ti piacerà", aveva detto Simona. "Ci sono stata al matrimonio della mia amica, Rachele, per il pranzo di nozze, si chiama lago dei tre comuni". "Perché si chiama così?", aveva domandato Kyle. "Perché ci sono tre comuni attorno, forse", aveva risposto Simona.

C'era un grande parco in questo lago, con numerosi alberi sempreverdi e una lunga camminata. Kyle parcheggiò all'ombra. Un abbraccio e subito immersi nel verde.

"Ma guarda... le anatre! Sentile! Che goffe".

Quattro anatre camminavano su una sponda, immergendosi poi subito nell'acqua al sopraggiungere degli estranei. Kyle trovò un sasso piatto e lo lanciò di taglio nell'acqua.

"Uno, due... cinque rimbalzi!" esclamò Simona.

Andarono avanti per il sentiero, che tra tanti alberi costeggiava il lago. Era primavera...

"Tutto ha un colore nuovo ora", disse Simona. "Ma guarda che bello, com'è colorato, ed è tutto dono, è tutto un dono!".

Kyle rimase perplesso, "di chi... di Dio?".

"Di chi altrimenti?". Simona lo abbracciò e lo strinse, poi un sussurro, "Un giorno ti voglio con me in Paradiso". Lo guardò con sguardo indagatore, poi aggiunse "abbiamo così tanti segni della Sua grandezza, del Suo amore... perché facciamo così tanto male alla terra e tra noi?".

Kyle la compassionò e le strinse la mano. "Se Dio avesse fatto tutto questo ma non avesse fatto te, io mi sentirei niente".

Lo guardò Simona, poi disse, "Without you i'm nothing... è il titolo di una canzone dei Placebo... Che tenero sei... Ti amo...".

Se qualcuno sapesse descrivere i baci d'amore, forse potrebbe descrivere il bacio che con l'anima Simona diede a Kyle, ma come un pittore non saprebbe descrivere l'armonia e la bellezza viva del luogo se non come un pallido riflesso, così chi scrive non sa descrivere ciò che era un bacio di Simona per Kyle. Era annientarsi l'uno nell'altra e scoprirsi uno, forse.

Simona rimase un po' estatica nell'abbracciarlo, poi, quasi un sussurro "Ma sai che sei dolce?", disse Simona. "Veramente, ti voglio con me in Paradiso".

"Perché mi parli così ora?", rispose Kyle.

"Perché desidero che tu sia preparato al matrimonio come un cristiano", disse lei.

"Io non lo sono", rispose un po' come malinconico lui, stringendosi nelle spalle, "ma a te il si lo dico con tutto il cuore".

"Lo so", rispose lei.

Si sedettero su una panchina, Simona guardava le piccole onde, il muoversi di ramoscelli di pino sull'acqua.

"Guarda com'è incantevole tutto quanto... tutto è immerso nella dolcezza e nell'amore... son così tanti gli uomini freddi... vedessero le cose con il cuore si inchinerebbero davanti alla maestà di tutto questo e non farebbero tutto il male che stanno facendo alla natura".

"Dici che smetterebbero di pensare al profitto?", rispose Kyle.

"Dico che si vergognerebbero... questo non lo puoi scambiare con un lingotto d'oro".

"Io non riesco a vedere quello che tu vedi... Non riesco a diventare cristiano... troppe cose storte per dire che Dio c'è... e se c'è è lassù e forse non vede".

Simona gli strinse la mano "Ma ti ha dato me... più vicino di così".


L'ultimo respiro

Era un'amica un po' strana Daisy, aveva poco colloquio con Simona ed era un po' scettica su tutto, criticava tanto, anche i professori della facoltà di storia, era oscura. Simona non si sentiva attirata da questa ma lei le aveva detto "Ho bisogno di parlare di me, ho bisogno di un'amica seria vicina". Così quella sera si trovava sola con lei in una panchina del parco Moretti, a dialogare.

"Io mi sento sola... i ragazzi che frequento sono tutti dei duri, sai... i metallari...".

"Prova allora a cambiare amicizie, ad allontanarti da quell'ambiente, no?", rispose Simona.

"Si prova di tutto, ma sai... c'è anche di mezzo la droga...".

"Se vuoi chiediamo insieme aiuto a Dio. Il suo amore ti può liberare".

Quella fece una smorfia di ribrezzo.

In quella arrivarono un'altra ragazza e due ragazzi, vestiti in cappotti di pelle gli uni, con un'aria maliziosa l'altra.

"È lei?", dissero.

"Ecco a voi la poppante all'acqua di rose, tutta preghiere e cazzate", esclamò Daisy.

In quella a Simona venne un tonfo al cuore, si sentì tradita e guardò l'improvvisa sconosciuta.

"Come?", gridò.

Quello coi capelli lunghi si guardò attorno e vedendo che nessuno arrivava estrasse un pugnale e una bandieruola nera con una stella a cinque punte.

"O rinneghi il tuo Dio o vedrai cosa facciamo alle belle madonnine".

Simona si mise a gridare "Aiuto! Aiuto! Mi vuole uccidere!", e fece per scappare ma quello la prese per i capelli.

Daisy le cacciò la mano sulla bocca e l'altro disse "Allora? Cosa scegli? Vuoi essere un sacrificio gradito al mio re?".

Simona mosse la testa facendo cenno di no, e l'altro altero disse "Rinneghi il tuo Dio?".

Simona fece ancora cenno di no, convinto, con le lacrime che gli sgorgavano dagli occhi. Si sentirono dei rumori, lui non si tenne "E sia!", gridò, mentre ficcò con violenza il pugnale nell'addome di lei, più volte.

"Scappiamo!", urlarono le ragazze, mentre il giovane lasciò la bandieruola sul volto di Simona, ormai agonizzante, a terra.

"Vi ho visto!", gridò una voce di donna.

Era una barbona, gridò "Aiuto, aiuto".

"Uccidila!" gridò l'altro ragazzo.

"No sta arrivando gente!".

Scapparono in fretta, "tanto non ci conosce", disse. Erano ormai volati via quando il primo passante accorse al richiamo della vecchia signora. Per prima cosa chiamò l'ambulanza, poi il 113.

"Resisti!", le diceva, ma Simona esalò l'ultimo respiro, solo questo le uscì: "Ky...".


Era una santa

Angoscia e tenebre, Kyle era venuto subito alla telefonata di Carla, ma il corpo era già stato portato via, i genitori avevano già riconosciuto davanti alla polizia la loro figlia.

"Ma come!?!", Kyle singhiozzava tra le lacrime. I poliziotti stavano controllando in cerca di referti. "Nooo!", urlò. Batteva con un pugno sulla sua macchina, a percussione, mentre con una mano si copriva la bocca. "Dio, nooo!".

Carla si avvicinò a lui e se lo strinse, singhiozzando anche lei.

"Sono stati dei satanisti", disse. "Hanno lasciato una loro insegna".

"Li uccidooo!", gridò Kyle.

Uno dei poliziotti disse "Calma, calma... una pattuglia ne ha già rintracciati due, si erano divisi, ma corrispondono alle descrizioni. Ci occupiamo noi di far giustizia".

Kyle si morse il labbro, piangente, la faccia disperata. "Era una santa...", disse inginocchiandosi contrito nelle viscere per il troppo dolore.

"Vieni con noi", disse Giulio, il padre di lei.


Un giorno ti voglio con me in Paradiso

Erano due mesi ormai che Kyle era in cordoglio. Il lavoro lo aveva subito lasciato. "Se vuoi torna", gli avevano detto i superiori, "Ora non ce la faccio. È troppo dura per me", aveva risposto il giovane. Al funerale di lei avevano partecipato parecchi studenti universitari, e anche cinque amici di Kyle, del gruppo con cui usciva il sabato. Era sera tardi ed era seduto sulla poltrona, con una bottiglia di birra in mano. Sua madre, Giuseppina, con la quale viveva, era già andata a dormire. Kyle era come uno che evita di pensare e al tempo stesso ha il pensiero fisso in una sola cosa. Non sapeva darsi un perché. Gli amici avevano provato a dargli conforto, ma lui si era chiuso e così aspettavano silenziosi il suo ritorno. Uno di loro un mese prima gli aveva detto "coraggio, riprenderai in mano la vita, io ti voglio bene. Ti vogliono bene tutti i tuoi amici". Era il più buono, Giovanni, ma più di così non sapeva cosa dare, e si era ritirato.

Una ragazza, Licia, affabile e innamorata da sempre di lui, aveva provato a dirgli "se vuoi usciamo insieme, ti distrai". Lui le aveva dato un sorriso malinconico, ma era chiaro che il suo cuore era tutto in Simona.

La storia aveva interessato tutto il Bel Paese, tanto che anche lui era stato interrogato dai giornalisti, ma quale dolore parlare di lei così. Si era andati velocemente ai fatti coi malfattori, dal tribunale venivano voci di sette - otto anni per i tre presenti fino a diciotto anni di reclusione per l'esecutore dell'omicidio. Avevano confessato, orgogliosi di appartenere a satana, di aver avuto da esso l'ordine di offrirgli un sacrificio degno. Kyle e l'Italia intera era inorridita. Aveva seguito tutto, ogni fase, ogni frase, ogni telegiornale, venendo a volte ripreso e interrogato dai giornalisti, a cui ripeteva sempre le stesse cose, "Era dolce, era solare... cristiana vera e semplice... voleva il bene di tutti... non odiava nessuno... dovevamo sposarci a breve... non posso perdonare quelli, voglio almeno l'ergastolo per loro!". I media non avevano trasmesso granché di queste frasi, se non le ultime due, quelle che più scuotevano gli animi umani.

Kyle non fumava, ma in questo ultimo mese aveva fumato un pacchetto al giorno. La stanza odorava di fumo infatti, e Giuseppina gli chiedeva di non ridursi in quello stato. "C'è chi stà in stati peggiori di questo, da quel che ho visto!", gli aveva risposto Kyle. Con lei aveva sempre un rapporto un po' rancoroso perché era stata troppo aggressiva col marito, essendo così in parte causa della separazione (di divorzio non si era ancora parlato), ma a dire il vero in quei due mesi erano stati più abbracciati che mai, nel dolore.

Nell'ultimo mese qualcosa aveva fatto, dopo un mese di pianto nel letto. Aveva cominciato ad andare al lago dei tre comuni, due volte, e poi in alcune montagne del Friuli, il Canin, l'Amariana, il Chiampon. Nella natura sentiva di ritrovare lei, il suo amore, ricordando come amava il creato. Cercava di trovare la sua vita in quello che vedeva, ma in realtà aveva tanta di quella malinconia che a stento si sentiva vivificato dalla natura. A dire il vero sull'Amariana aveva incontrato in cima una statua della Madonna. Aveva colto dei fiori e li aveva posti sotto di essa dicendo "se ci sei questi per favore dalli a lei... aiutami anche... ti prego". Ma non aveva sentito altro che un po' di pace, attribuita più al luogo che ad altro, e così le urlò "Ma perché lo ha permesso?!? Perché non prende me ora?!?".

D'un tratto si alzò di scatto e andò in bagno. Aprì l'acqua calda nella vasca e prese dalla camera un taglierino. Si spogliò, si immerse in essa e fece per tagliare sui polsi, ma come un vento gelido gli prese il volto e sentì dentro se stesso un imperioso "No". Si scosse spaventato, e rimase immobile con gli occhi serrati per dieci minuti, acquietandosi. Poi il pensiero, - un giorno ti voglio con me in Paradiso".


L'anziano

Non era particolarmente ripido il terreno, ma Kyle ansimava a sudava.

Strano -, pensò tra se, - di solito non mi capita -.

Aveva scelto il monte Sernio quella mattina, e camminava con un debole senso di piacere, si guardava attorno e sembrava la natura gli dicesse "Ci sei. La ritroverai.". Infatti Kyle riusciva a rimirare gli arbusti, le piante, il terreno con delicatezza nuova, sembrava Simona gli dicesse "Ti amo!" da ogni cosa fosse attorno a lui, o almeno lo dicesse assieme alla natura che lei aveva tanto amata.

La camminata era semplice e immersa nel verde. Ben presto si apriva su un bel rifugio in legno. Kyle vi entrò. Era su due piani, semplice. C'era un forno a legna e due tavole con sedie in legno. Sopra una camera con alcune brandine. Kyle smise di ansimare, rinvigorito, prese una sigaretta e se la accese, quando ecco un uomo entrò nel rifugio.

"è tutto in legno qua, stia attento" gli disse.

"Starò attento", rispose.

L'uomo era anziano, aveva una folta barba bianca e capelli radi, bianchi come la neve.

"Morissi in un rogo sarei più contento", bisbigliò tra se e se Kyle.

"Di dove siete?", chiese l'anziano.

"Città", disse lui.

"Fa bene camminare un po' al verde vero? Deve essere noioso sempre nel grigio".

"Mi ricorda una persona".

"L'avete forse persa?".

"Si, il caso Goi... i telegiornali ne hanno parlato" (Goi era il cognome di Simona e del padre suo, Giulio).

"Non seguo molto i telegiornali, di che si tratta?".

Kyle era in vena di parlare, "Simona Goi è la giovane che dovevo sposare, barbaramente uccisa da dei satanisti con quattro coltellate all'addome".

"Oddio!", l'anziano si ritrasse un po' in se, "mi dispiace, non volevo rievocare ricordi... quanta cattiveria folle... perché un simile gesto?".

"Era cristiana".

L'anziano si acquietò in se, poi disse "Lo sono anche io... ma fuori dal mondo dimentichi certe verità del Vangelo. Mi spiace per te, figliolo".

Kyle si interessò. "siete un consacrato?".

"Sono un eremita, piacere. Mi chiamo Daniele", e stese la mano. Il giovane l'afferrò con la sua stretta energica.

"Piacere. Io Kyle. Vivete qua?".

"No, questo è un rifugio, io ho una casa poco più avanti".

"Come vivete così? Dev'essere bello stare lontano dal mondo... a volte".

"Io ci sono molto vicino invece", rispose l'anziano. Aggiunse "ogni giorno prego per le più svariate persone, ogni giorno ho qualcuno per cui spendere la giornata".

Kyle si sedette su una sedia in legno, vedendo l'eremita fare altrettanto, poi disse, "Credevo foste più per le vostre, voi eremiti, che pregaste per la vostra anima".

"Per quella basta un po' di preghiera in riparazione dei propri peccati, e poi pensare al prossimo. Bisogna avere a cuore gli altri e Dio ha a cuore te. Se uno dice: <<io amo Dio>> ma odia suo fratello, è bugiardo: perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto, dice la Scrittura".

Kyle si illuminò a sentirlo "è quello che faceva anche lei".

"Cosa?".

"Citare passi della Bibbia".

L'anziano si compiacque. "Era una buona cristiana allora, una fedele di quelle serie".

Kyle ebbe uno sbotto di pianto. "Lo era... e mi manca. Perché... Perché Dio ha fatto questo?".

L'anziano corrugò la fronte "Semmai perché gli uomini hanno fatto questo, quando Dio dal levar del sole al tramonto e oltre fa tanto per tutti, buoni e cattivi... Com'è possibile che siano così ingiusti? Ma alla tua domanda posso rispondere in tanti modi, ma se vuoi ti posso anche dire "Vieni e vedi", c'è bisogno di tempo per capire certe cose. Sei un cristiano praticante?".

"No... non so neanche se sono un cristiano", rispose Kyle.

"Non sei un cristiano".

"Come fa a dirlo?".

"Perché non lo sai".

Kyle emise un sospiro. "Forse un po' ci credo, grazie a lei... era solare".

"Vieni e vedi" disse lento e pacato l'uomo. "Io vivo in una casuccia a duecento metri da qui, ma nessuno vieta che in questo rifugio ci possa stare un assetato di verità per qualche giorno. Se non hai impegni io posso aiutarti".

"A fare cosa?", rispose smarrito Kyle.

"A trovare una ragione per non disperare, un senso, a trovare una ragione per rialzarsi e vivere".


Ti darò un segno

Dormiva Kyle, un sonno normale. Aveva riaccompagnato il vecchio alla sua casupola, se così poteva dirsi quel rudere, e gli aveva detto che ci avrebbe pensato. La proposta non era male e sinceramente allettava Kyle la possibilità di stare fuori dal mondo ancora un po'. Si sentiva un po' come un vuoto che ha bisogno di essere riempito, ora che Simona non c'era, ma che, finché è vuoto, non ha senso di vivere. "Ti darò un segno". Questo sentì Kyle in sogno, mentre ecco vedeva Simona poggiare la mano sull'anziano seduto. Si svegliò e nel silenzio contemplò il sogno. Poi il sorriso.


Sacre Scritture

"Me ne sono ricordato e mi son detto: la ritrovo in ogni versetto, perché lei ogni tanto li diceva... doveva averla a cuore e io mi sto riavvicinando alla fede... Se potreste...".

Kyle non si era presentato che due volte a casa di Simona a parlare coi suoi. Si era scusato di essersi fatto vedere così poco ma tutto gli ricordava il passato.

"Posso capire", aveva detto Giulio, il quale ora era andato in camera a prendere la piccola Bibbia rilegata in plastica rossa.

Dandogliela disse "è quanto di meglio puoi fare per ricordarla, trattala con tutto il rispetto che hai". Poi lo abbracciò. "Sai... per me erano gravi cose come che staste da soli in camera... e ora... certe cose non sapevo neanche immaginarle. Ti chiedo scusa dei comportamenti burberi, tu la volevi amare sinceramente".

"Le dico che sua figlia era un angelo, e voleva aspettare il matrimonio. La nostra intimità era tenerezza".

Giulio sorrise, e rispose "Sarà in Cielo ora... questo mi fa piacere. Ma quando penso a cosa ha dovuto soffrire mi si lacera il cuore".

Kyle disse "Dobbiamo cercare di pensare a ciò che di bello ci ha lasciato... se io non facessi così sarei ubriaco ogni giorno o nelle droghe, ma il ricordo della sua dolcezza non smette di accompagnarmi".

E così Kyle, accompagnato da una stretta di mano del padre di Simona e da Carla, la madre, uscì e dopo aver fatto una spesa di scatolette di tonno e fagioli e cibi pronti tornò a casa per preparare un piccolo bagaglio e il sacco a pelo da portarsi via.

Giuseppina, la madre, era preoccupata. "Quanto starai via?".

"Non lo so, ma è una situazione serena...", Kyle la guardò con occhio dolce, poi aggiunse "piuttosto che stare qui a piangermi addosso!".

"Vedi che non ti metta troppe idee strane addosso quello, di farti eremita o che altro".

Il nostro notò l'ansia della madre e sorrise, ma gli disse "Stanotte ho sognato Simona che gli teneva una mano sulla spalla, come a dirmi: lui ti aiuterà.".

Lei abbassò gli occhi. Poi disse "Che segno strano. Questo mi dice che Dio c'è ed esiste. Però prudenza".


Radio

Kyle guidava con una certa dolcezza nell'anima. Sentiva che era al posto giusto nel momento giusto, che le cose si stavano riaggiustando. - Forse qualcuno mi guida – pensò fra se. I monti erano apparsi da una decina di minuti. "Ancora tre quarti d'ora per il Sernio", disse festoso a se stesso. La dolcezza gli proveniva dal sogno.

- Non è finita, siamo ancora insieme, lo sento – sorrise beato.

La radio era accesa, ma la musica non era di suo gradimento. Cambiò stazione.

Kyle ebbe un brivido, si sposto sulla corsia d'emergenza e si fermò alla prima piazzola. Tirò un profondo sospiro.

Non l'aveva mai sentita ma la riconobbe dalle parole. La radio trasmetteva la canzone Without you i'm nothing.

Kyle si strinse la faccia fra le mani e un'ondata di pianto gliela bagnò. Ripeteva tra se "Oddio... Simona...". Ma non era un pianto disperato, era il canto della speranza. - Mi sei vicina, Simona... Avanti – si disse allora – usciamo dall'inferno -.


Il regno dei cieli

"Su di noi è la potenza dello Spirito Santo, che non si manifesta come un terremoto, ma come un'onda leggera che ti bagna e ti dona speranza. Lo Spirito Santo è con noi".

Kyle sorrise al vecchio a cui aveva raccontato il sogno e il segno della canzone. "è un dono, è tutto un dono" aveva replicato lui. Al che il giovane di nuovo tra le lacrime gli strinse forte la mano con impulso dell'anima.

- Non è possibile! - aveva pensato – le stesse parole! -.

Aveva parcheggiato in luogo sicuro e dopo circa mezz'ora di camminata eccolo assieme all'anziano eremita.

"Sono contento che sei venuto. Un caso come il tuo ha proprio bisogno della presenza di Dio".

"Lo credo", disse il giovane con gli occhi accesi dalla speranza, "Lo credo".

"Bene", rispose il vecchio, "allora cominciamo".

Si sedettero allo stesso tavolo della volta precedente. L'anziano cominciò.

"Siamo come dei canali, canali che possono essere di benedizioni o di maledizioni, e noi, solo noi, scegliamo da che parte stare, in un periodo di esperienza che è lungo la stessa vita intera. Se tu fai il bene agli altri ti ritorna il bene. Se tu fai il male ti ritorna il male. Se non nella vita fisica allora nella coscienza, in attesa del tuo giudizio. Credere nel bene è importante, perché ti mette sulla retta via. Credere in Dio ancor di più".

"Ora comincio a crederci", rispose Kyle.

Daniele sorrise, poi proseguì "Far del bene ha più forme, e ti plasma lo spirito. Io ti insegnerò una via migliore: la preghiera. Far del bene apre il cuore, apre l'anima, ti insegna ad amare, ad essere. Devi pregare per aprirti all'intelligenza soprannaturale delle cose del regno dei cieli, o non le capirai. L'anima è come un contenitore, un contenitore dove i diavoli vogliono entrare e dove il regno di Dio vuole vivere libero. Nello spirito i demoni vogliono mettere catrame, lercio e veleno, e vogliono piantare le piante dei vizi che danno frutti velenosi nella tua anima. L'opposto lo Spirito Santo, i santi e gli angeli. Vogliono piantare e infondere solo cose buone: le virtù e il valore delle buone opere. Mi segui?".

"Si, un po'".

"Le parole che ti dico non preoccuparti se le capisci subito. Preoccupati di accoglierle, ed esse ti parranno chiare e luminose quando sarà il tempo giusto. Ora...", e si strinse le mani, "...tu sai che il corpo umano è fatto di varie cose, testa, braccia, gambe, cuore, pancia, ma anche globuli rossi e bianchi, stomaco, fegato, pelle, cervello, occhi, e tutti collaborano assieme per l'efficienza dell'organismo. Così è anche il Corpo Mistico di Gesù, con la differenza che Lui è il capo e il cuore e noi ne siamo le membra. L'umanità, ma in particolare la Chiesa, è il Corpo Mistico di Gesù. Tu puoi essere un dito, io un nervo, oppure sei un globulo rosso che", sorrise, "con me come strumento sta passando ora per i polmoni a prendersi una boccata d'aria nuova!".

Kyle sorrise. "E i vari organi?", disse.

"Quelli possono essere le varie congregazioni religiose, ognuna con il suo carisma. Tutto è chiamato a vivere nell'unità, gli uni per gli altri per il bene di tutti, ad essere parte attiva e non morta di questo organismo".

Kyle lo guardò "Cosa devo fare?".

"Lo so, è già forte quanto ti ho detto, perciò diamo tempo al tempo. Ora ti insegno a pregare il Rosario. Lo preghiamo per te e per questi giorni qui, che ti possa essere d'aiuto nella vita".

"Grazie", annuì il giovane.


Preghiera

Avevano ormai pregato il rosario quando il vecchio chiese al giovane "Lo hai mai detto?".

"Da piccolo, mi sembra pesante".

"È normale che all'inizio ti paia noioso, ma le cose buone della vita all'inizio sembrano aspre, come il lavoro, ma poi danno un senso e gioia di aver fatto del bene! E poi col rosario ci avviciniamo alla più dolce delle madri...".

"Quanto preghi tu?".

L'anziano sorrise, "Tutto il giorno".

"Come fai?". "Dipende da cosa intendi per preghiera. La preghiera io la vedo come un incontro con chi mi ha fatto. Un incontro travolgente che ti aspira, come l'amore".

"Ma deve essere noioso un po'".

"No, più preghi più vuoi pregare, ma ti ho detto che dipende da cosa è per te la preghiera. Per me è preghiera tutto quello che porta al Regno dei cieli. Anche parlarti di Dio".

"E che altro?", chiese Kyle.

"Lavorare, se lo fai con amore; pensare e meditare sulle cose di lassù; fare delle rinunce e sacrifici; amare il prossimo; esser generosi, disponibili; leggere i Vangeli; contemplare ciò che Dio ha creato; farsi una camminata; preparare da mangiare o lavare i piatti e fare le piccole cose di casa, specie se alleggeriscono dai pesi gli altri; fare opere buone, di carità o altro, dare da mangiare e vestire ai poveri. Tutto quello in cui riesci ad amare Dio e il prossimo".

"Beh, io non è che ho lavato tanti piatti, ho sempre lasciato fare mia madre. Però ho lavorato, fino... alla morte di Simona". Kyle abbassò gli occhi.

"Così si chiamava?".

"Così".

"È un bel nome... Sai allora cos'altro è pregare? Ricordare con dolcezza tutto quello che lei era e ti ha dato".

Kyle sorrise, "Allora prego molto".

L'anziano pure sorrise. "Un'altra cosa importante è ringraziare. Credo che uno non possa dirsi veramente cristiano se non sa esser grato a Dio di qualcosa".

"Ho un po' di difficoltà a ringraziare ora".

"È proprio ringraziando che Dio ti donerà di capire il bene nascosto dietro ogni cosa! Ti ribalta tutti gli schemi".

"E come dovrei ringraziare?".

"Ti consiglio di cominciare così: ringrazia Dio per la tua vita com'è. Dieci minuti il Padre, dieci minuti il Figlio, dieci minuti lo Spirito Santo. <<Grazie Dio per la mia vita così com'è>>, <<Grazie Gesù per la mia vita così com'è>>, eccetera. All'inizio fallo semplice ma puoi anche ringraziare di piccoli episodi e grazie che hai avute, non arriverai mai alla fine".

"Ci son così tante cose per cui ringraziare? Mi fa un po' dispetto ringraziare ora... che mi ha tolto lei", si morse il labbro.

L'anziano gli prese la mano "Scoprilo a poco a poco e la cecità scomparirà. San Paolo dice che bisogna ringraziare sempre, in ogni situazione, e gettare ogni affanno in Dio, che sa prendersi cura di te meglio di te stesso. Non aver paura, figliolo. Ora si è fatta sera e ti lascio a meditare e pensare. Fai questo stasera e domattina, in attesa di me. Arrivo verso le dieci, se vuoi fatti una camminata".

"Va bene", rispose Kyle.

"Cosa ti sei portato?".

"Il sacco a pelo, un cambio e alcune cose da mangiare in scatola".

"Bene. Allora buona meditazione e buonanotte, a domani".

Il vecchio si alzò e, stretta la mano a Kyle, se ne andò.

Kyle sospirò, - Mamma mia -, pensò, - quante cose sa -.


Vangelo

Aveva ringraziato e mangiato Kyle quando si era messo su una brandina comodo a riposare. Aveva provato un certo sollievo nel ringraziare, gli era venuta in mente tutta una serie di fatti belli passati e aveva detto grazie per questi. Aveva ringraziato anche per tanti momenti con Simona.

Pensando a Simona gli venne in mente una cosa. Prese dalla tasca dello zaino la piccola bibbia e la baciò, la aprì e guardò l'indice. Vide che c'era scritto Vangelo tra le ultime cose e andò al Vangelo secondo Matteo, il primo, e cominciò a leggerlo. Si rallegrò a leggere nel capitolo 3 Giovanni Battista dire di Gesù <<Egli ha il suo ventilabro in mano, ripulirà interamente la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile>>. Sorrise, - Allora un po' di giustizia c'è riguardo quei maledetti. Se non sono pula quelli! -. Poi lesse al capitolo 4 <<Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio>>, e pensò a come aveva accolto tutte le parole dette dall'eremita. Non si era affaticato nel seguirlo, era come se gli rivelasse cose nuove e antiche, come se dentro sapesse che quella era la verità ma non l'aveva mai sentita dire così. Si era sentito affamato di quelle parole, e ora ne voleva saper di più, sempre di più. - Che grande che era Gesù! -, pensò quando lesse che guariva e liberava le persone malate e quelle indemoniate. Non si rendeva conto ma la sua conoscenza e ammirazione per Gesù stava iniziando a prendere forma. Stava cominciando a conoscere un uomo diverso da tutti gli altri.

Lesse le beatitudini per ultime.

<<Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.

Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.>>. Kyle pensò. - Io sono un afflitto, e ora che mi sono avvicinato a Dio sento tanta consolazione. Però pensa... L'ultima sembra proprio scritta per Simona. È stata odiata per la sua fede. Avrà un premio grande? Qui dice che è beata... ma era una santa davvero allora... la mia Simona... Non dice però che Dio protegge dall'esser uccisi per Gesù... Cosa faccio? È a causa di Gesù questo. Ma lei era buona. Chi devo odiare, Gesù o chi me la tolta? Però se lei era buona è a causa di questo libro... - tra queste parole, rasserenato, Kyle si addormentò.


Credere in Gesù

Fatta una frugale colazione e un giro breve per la camminata a vedere se la macchina era a posto, Kyle stava completando la preghiera di ringraziamento seduto sul scalino d'entrata del rifugio, quando vide arrivare Daniele.

"Pace a te", disse questi.

"Pace", rispose il giovane.

"Allora com'è andata la prima notte? Hai riposato bene?".

"Ho riposato molto bene, devo dire. Era un po' che non dormivo così. Ho fatto ora anche una camminata fino alla macchina per vedere se era tutto a posto".

"Paura che ti rubino qualcosa qui?".

"Per sicurezza".

"Va bene", sorrise l'anziano.

"Ho letto il Vangelo ieri sera".

"Cosa ci hai trovato?".

"Ho trovato che io sono afflitto e ora consolato, e che Simona è beata".

"Hai letto le beatitudini, bene. Allora sappi questo. Chi tu vieni a incontrare qui non sono io, ma è Gesù che è in mezzo a noi".

Kyle disse "Come fai a dire questo?".

"Sono stato giovane anche io nella fede", rispose Daniele.

"Gesù ha fatto tante cose buone, ho letto che guariva le persone, che liberava gli indemoniati".

"Gesù è Dio, ma per scoprirlo Dio nel tuo cuore ci vuole tempo e bontà e preghiera".

Kyle disse "tempo penso di averne. Perché non mi parli di Lui?".

"Ottima cosa adesso. Entriamo". Entrarono e si sedettero al solito posto.

"Nel Vangelo di San Giovanni Gesù dice <<Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna".

"Aspetta, prendo la Bibbia", disse fuggendo Kyle, e tornando col libriccino in mano. Aggiunse "Sai che capitolo?", mentre pensava che Simona aveva creduto eccome in Lui.

"Capitolo 3 versetto 16".

Kyle lo guardò a bocca aperta "Ma sai queste cose qui anche?".

"Molte, non tutte però". Lo disse come uno che è cosciente di avere molto.

Kyle rimase perplesso, poi cercò. Continuò a leggere. "<<Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio>>".

L'anziano sospirò. "Vedi, credere in Dio vuol dire credere nel bene, nel buono, e questo ti porterà ad amare Gesù. Amare Gesù non significa solo la persona fisica ma il bene in ogni sua forma, poiché gli uomini buoni amano il bene, e tutto il bene è riassunto in Gesù. Ci sono infatti a volte atei che si salvano e cristiani anche praticanti che non si salvano. Dipende da come ci si accosta alla verità, alla vita, alle proprie regole morali. Gesù non ha detto parole sue, ma del Padre, e ha detto che chi ascolta il Padre viene a Lui. Perché ti dico Padre, perché Lui è il Figlio, e noi per essere figli dobbiamo accettare che è Lui che ci redime e salva, poiché non siamo figli di nostro ma siamo figli adottivi, in Lui".

"Capito", rispose Kyle, "Vuol dire che devo credere in Lui per essere figlio di Dio".

"Si, vuol dire questo, se tu credi in Lui, credi nelle parole che Lui ha dato, e vieni alla luce perché ripudi le tenebre sotto cui eri sepolto. Ora perché ripudi le tenebre? Perché sono il tuo male, e perché ami la luce, perché se sei veritiero capisci che la verità è quella che ti salva. Ti faccio un esempio: hai mai fatto cose che non hai mai detto a nessuno perché ti fa vergogna?".

"Si ne ho", disse lui.

"Quelle cose sono sepolte nella tua coscienza. Può essere masturbazione, può essere rubare, può essere odiare, uccidere o invidiare, sono cose che hanno bisogno di essere messe alla luce, perché così non ne sei intrappolato più e tiri un sospiro di sollievo. La confessione serve a questo".

"La confessione? Vuoi dire quando vai da un prete e dici quello che non vorresti dire?".

"Esatto. All'inizio è dura perché può farti sentire vergogna, ma quando ti confessi lì col sacerdote c'è Gesù, e tu puoi essere liberato da quello che ti opprimeva. Basta dire con decisione e sincerità le proprie mancanze, e quello ti rigenera, perché quando il sacerdote ti assolve, qualunque sacerdote sia, tu sei lavato dal Sangue di Gesù".

"È per questo che è morto Gesù? Per lavarmi dal male?".

"Per salvarti, e per darti la vita eterna. Ha preso su di se anche la tua morte, perché tu possa vivere nella speranza".

"Sei sacerdote tu?", chiese il giovane.

"Si", rispose Daniele.

"Allora confessami".


Il giogo leggero

Avevano appena finito di fare la confessione.

Kyle disse "Sai, mi sento più leggero".

"Quando uno crede nella confessione è così. Non preoccuparti mai di chi ti confessa ma di come ti confessi. È importante".

"Cosa mi dici ancora su Gesù?".

"Potrei parlarti per mesi e non aver esaurito l'argomento", disse Daniele sorridendo, poi aggiunse "ora sei venuto alla luce. Le tenebre che avevi prima potevano incitarti a rimanere in esse, perché ci eri abituato e potevi aver paura di perderci qualcosa in diritti a non restare sulle tue, e invece mi hai aperto l'anima, o meglio l'hai aperta a Gesù, e ora ti senti libero. E lo sei. Ora puoi dirti cristiano e sai perché? Perché hai creduto in Gesù e non hai avuto paura, così sei rigenerato nel battesimo. Infatti la confessione è una sorte di secondo battesimo, e il battesimo è ciò che ti rende figlio di Dio. Ora dovresti sentirti leggero e pimpante, fresco come un bambino".

"Lo sono", rise Kyle, che si accorse che per la prima volta da mesi dopo il fatto aveva il cuore libero dalla malinconia.

"Ecco", disse l'eremita, "questo è venire alla luce".

"Solo questo?".

"Dopo un po' ti accorgerai che ogni giorno devi venire alla luce, ogni giorno".

Kyle si accorse che era un po' che non fumava. "Come mai?", chiese a Daniele. "Perché sei libero dalle catene che ti ancoravano al fumo. Ma questo perché ora ti senti risuscitare."

Kyle buttò il pacchetto di sigarette nel cestino, "tanto ho fumato un mese", disse.

"Beh allora era una cosa da niente, avevi solo bisogno di aprirti di nuovo al vivere, di fare un incontro".

"Può essere".

"Non con me, dico. Con Gesù. Vedi, l'opera che chiede Dio non è tanto di fare qualcosa, ma di credere nel Suo Figlio, e il resto lo fa tutto Lui. Non vuol dire che non sei tenuto a fare qualcosa. Gesù ha detto che chi vuol venire dietro a Lui deve prendere ogni giorno la sua croce e seguirlo. Vuol dire che con Lui le cose sono più semplici, più leggere, leggi Vangelo di Marco 11, 28-30".

Kyle cercò. "<<Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mite ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero>>. Ecco qua".

"Come vedi Gesù ti rende leggero, ti apre l'anima, ti rende sereno, Lui ti dice di portare la croce dietro a lui, ma qui ti dice anche che il grosso del peso lo tiene lui. Ti fa da cireneo in attesa che anche tu possa fare da cireneo a lui e agli altri".

"Cosa vuol dire cireneo?".

"Simone il cireneo è stato l'uomo che ha aiutato Gesù a portare la croce. In esso è rappresentata l'umanità che aiuta Cristo".

"No, no, io per ora ne ho abbastanza", rispose Kyle sorridendo.

"Vieni", disse Daniele, "facciamo una camminata".


Il perdono

Mentre camminavano verso i piedi della parte rocciosa della montagna stando sul percorso largo, l'eremita disse "Ti ho detto che siamo canali di benedizioni e maledizioni, ora, sai questo cosa vuol dire?".

"No... che siamo uniti?".

"Più o meno. Noi a volte vorremmo che una persona fosse diversa da quello che è, e ci creiamo un'immagine nostra di come la vorremmo, e così quando quella persona non è secondo i nostri schemi ci fa arrabbiare. Solo questo non è benedire la persona reale, la vera persona con cui hai a che fare, ma solo un'idea che hai tu. Dio collabora con noi e per benedire quella persona si serve di te, solo che non riesce a dare quello che vorrebbe perché tu non l'accetti così com'è. Ci sono di questi casi nella tua vita?".

Kyle sospirò "mio padre... ha lasciato mia madre e io non lo capisco... va anche a Messa".

"Perché non lo capisci?".

"Perché è incoerente".

"Doveva tenersi la sua croce che era di cercare di stare vicino alla persona che non vorrebbe più. Ma la voleva, e questo vuol dire che sepolto sotto il rancore c'è ancora l'amore che va vivificato. Il divorzio non è ammesso per i cristiani, e direi che è un bene se ci mediti su".

"Perché, scusa?".

"Perché le famiglie hanno bisogno di essere unite, soprattutto per i figli. Dio sa far le cose bene, perché noi dovremmo render le cose più difficili solo perché non ci va mai di soffrire un po?".

"Ma se si litiga tanto...".

"...Si prega gli uni per gli altri e il rancore si trasforma in amore. La preghiera fa miracoli. È esattamente quello che ti stavo dicendo... le famiglie si stanno sfaldando per questa incapacità di accettarsi gli uni gli altri così come si è. <<Grazie Dio per mio marito, lo accetto così come è>> mezz'ora al giorno, è tanto difficile a dirsi? Fai esperienza con le persone che più ti danno fastidio. Vedrai come vivi poi, con che armonia".

"Dovrei farlo per tutti quelli che mi stanno sulle scatole?", disse sbalordito il giovane "non finisco più", aggiunse ridendo.

"Devi farlo prima di tutto per i tuoi genitori, che capisco che alcune ferite ti hanno lasciato, ma comunque in ogni caso, è dovere, e poi per tutte le persone a cui non daresti neanche più la mano, finché non senti che gliela stringeresti e che ci parleresti. Questo è il vero perdonare cristiano che ti rende libero il cuore, e può richiedere anni di vita normale, ore e ore di preghiera, per essere portato a compimento. Se ci si è chiusi bisogna anche riaprirsi. Se vuoi essere un grande fa questo, e non ti capiterà di essere in difficoltà con Dio perché oltre ad esser stato perdonato hai perdonato anche tu. Il perdono è l'apice di quello che Gesù ha fatto sulla croce, ha perdonato i suoi crocifissori e tutta l'umanità che lo crocifigge ogni giorno".

Kyle ebbe un tonfo al cuore. "Tutti devo perdonare? Ci sono persone che non posso perdonare... hanno accoltellato lei".

"Questo non te lo chiedo, è legittimo che non vuoi esser in pace con loro, ma una cosa se vuoi puoi farla: prega perché si pentano".

"è dura anche voler questo per me... Ma chi si pente si salva? Così cattivo no, vero?".

"Anche così cattivo, basta che rinunci al male e cerchi il bene giorno per giorno. Dio è misericordioso, vuole tutti salvi... Ma sai cosa è l'inferno per l'eternità? Se a un dannato gli fosse detto che tra tanti secoli quanto i granelli di sabbia di una spiaggia sarebbe preso e portato in Paradiso per sempre, quello si rallegrerebbe e salterebbe dalla gioia come non mai! La sofferenza peggiore è non avere più Dio dopo avergli detto no con la vita e a giudizio! Dio non può non volere la nostra salvezza eterna, per espiare i peccati basta il Purgatorio che è duro anche quello".

"Ma è così terribile?", rabbrividì Kyle.

"Conviene imparare ad amare e pensare alla morte spesso, a come ci si vorrebbe trovare allora. Saremo giudicati sull'amore. Ma lo sai che è il Paradiso invece? Qual'è la ricompensa eterna per chi ama? Per questo ti ho spiegato queste cose. I problemi e le difficoltà non sono fuori di te ma nel tuo orgoglio. Tu perdona fino a voler abbracciare il mondo intero e non avrai più difficoltà ad amare, anzi, sarai sempre nella gioia e nella letizia".

Erano arrivati alle rocce e avevano fatto dietro front, con l'idea di andare a mangiare qualcosa.

"Parlerei con te ore", disse Kyle, "non smetterei mai".

"Però ora conviene che impari. Scoprirai che il perdono e l'intercessione sono tra le cose più importanti che ti insegno. Sei sei nel corpo mistico di Cristo, sei anche collegato a tutti gli altri esseri e non puoi abortirli odiandoli, perché l'abortito sei tu, ma devi volere il loro bene come puoi, e così i legami di rancore si spezzano, le ferite guariscono e prendono il loro posto legami di amore, di gioia, legami luminosi che permettono al tuo vero essere di venire fuori senza paura e non stare più dentro al guscio. Insomma il tuo carattere più bello non sarà più solo per i pochi privilegiati".

"Siamo tutti in connessione!", disse allegro Kyle, "va bene per ora ne ho abbastanza. Vuoi che preghiamo?".

"Diciamo il rosario per tuo padre, a perdono per lui di aver lasciato la tua famiglia e per la sua conversione".

"Per la sua conversione dici? Si vede che non deve esser molto credente. Va bene, ti ringrazio".

Tra un preghiera e l'altra, lungo il tragitto si fermarono alla casupola dell'eremita che prese il necessario per mangiare e qualcos'altro di utile per il pomeriggio.

Ritornati al rifugio si fermarono fuori a finire il rosario.

Alla fine Kyle disse "ma come devo pregare? Dico, come si dovrebbe?".

Daniele rispose "è una cosa che si impara a poco a poco, si impara a sgombrare la mente, che è (era nel mio caso) sempre piena di confusione. La preghiera va detta con attenzione di mente e cuore in ciò che si dice, e a poco a poco si libera la mente. Poi impari che devi focalizzarti col pensiero su chi stai pregando, avere il cuore aperto come dire <<Dio... vedi un po' di questa persona>>, e magari anche ascoltare la presenza di Dio, stare al suo cospetto. E così migliora il tuo modo di pregare e la tua comunione con Dio, a poco a poco. Evita di pregare distratto, per quanto puoi".

"Va bene. Ora... mmh mmh mmmh... scusa ma ho fame... mangiamo? Sono le una".

"Mangiamo", e Daniele rise.


Preparazione alla Messa

"Ti ho confessato... Ora se vuoi ti preparo alla Messa. Possiamo celebrarla dopo, ho tutto il necessario", disse Daniele.

"Va bene", rispose Kyle che dentro pensò – che noia! -.

"Sei fatto come una spugna", cominciò lui, "tutte le cose che fai a poco a poco ti fanno fare esperienza dell'amore di Dio, e questa è la cosa più importante. L'amore di Dio ci fa creature nuove, ci libera dall'uomo vecchio che eravamo e ci rigenera in Cristo Gesù. E se ti converti tu all'Amore di Dio, mille persone si convertono attorno a te perché lo vedono in te. Capisci quindi che convertirsi è entrare nell'Amore di Dio. La messa è la forma più aulica di preghiera. Quando innalzo il pane e lo spezzo puoi pensare di essere sul monte calvario con Gesù Crocifisso che ancora da la sua vita per te e per tutti. San Pio da pietrelcina ha detto che è più facile che la terra si regga senza sole anziché senza la messa. Ogni giorno si compie peccato e ogni giorno Gesù continua a dare la sua vita per noi per salvarci. È un sacrificio grande, Lui ripara a tutte le nostre mancanze e cattiverie e ci da la vita, l'amore, la grazia, anche se chiede anche alla nostra buona volontà di metterci qualcosa. Sai cos'è la grazia? È Dio stesso in te, poiché sei figlio di Dio. Solo Gesù poteva recuperarci questo dono, e solo con la passione e morte sua. Ma ci pensi? L'autore della vita che ama così a fondo l'uomo tanto anche da morire per lui, per non lasciarlo solo mai".

"È una cosa meravigliosa", disse Kyle.

"E va vissuta con amore e rispetto. Ora sei a posto. Chiaro che la capirai bene col tempo. Io sono certo che Gesù è quel pane e quel vino, non solo credo che Gesù è quel pane consacrato, ma perché tu creda ti dico che per un certo periodo nel fare la comunione ho sentito il Suo Spirito che aleggiava in me, nelle mie povere carni. È realmente Lui! Comunque... non siamo soli, specie in questi momenti, e quindi cerca di comportarti bene interiormente".

"Ma qualche pensiero brutto mi viene!", rispose Kyle.

Daniele soggiunse "Perché hai bisogno di pregare Dio permette questo. L'importante è che non lo vuoi tu. Poi la mente si schiarirà. Iniziamo".


La Passione

Quel pomeriggio ancora parlavano Daniele e Kyle.

"Credo che gli esercizi spirituali stiano giungendo alla fine", disse Daniele, "Ti devo parlare di un'ultima cosa, poi sarai pronto a praticare con la preghiera quanto ti ho detto. Ti parlo della Parola di Dio. Gesù ha detto che chi crede in Lui ascolta la sua voce. Le Sacre Scritture non sono semplicemente opera d'uomo ma è scritto escatologico, dato dallo Spirito Santo, ed hanno sempre qualcosa di nuovo da rivelare. Le parole che io dico sono spirito e vita, ha detto il Signore. Questo vuol dire che tu puoi appropriarti di quello che dicono per il nutrimento della tua anima. Il corpo ha bisogno di cibo, l'anima anche, e questo cibo è il pane quotidiano più importante. Se ti senti paralizzato su qualcosa leggi il passo di Gesù che guarisce il paralitico, e credi che subito e nel tempo egli ti guarisce. Leggila più volte, gustala, falla tua. Se ti senti un vaso che perde, per qualcosa che non è a posto... ad esempio se per il dolore non riesci a rimanere nella gioia, leggi Gesù che guarisce l'emoroissa e risuscita la bambina. Ogni passo, accolto con un concetto spirituale adatto, può guarire e darti una nuova spinta. Ti senti non voluto dalla madre o dal padre? Leggi il Salmo 138, 'ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio, sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo'. Tu sei guarito dal Sangue che Gesù ha versato per te. Se questo ti riesce difficile da capire ora mettiti semplicemente davanti a un'immagine del Crocifisso. Lo sai tu cosa ha fatto per te, per essere tuo Redentore? Egli ha subito derisioni e persecuzione per tre anni, dopo una vita di fatiche e lavoro. Egli ha sofferto nel Gethsemani il peso del peccato di tutti gli uomini, divorato da esso e dall'Amore contemporaneamente, con un dolore che mai nessun uomo potrà provare, per quanto alto. Lì aveva in mente anche il tuo nome, e anche per te ha detto si alla sua morte. Dico anche perché l'Amore di Cristo è un amore individuale, conosce le sue pecore. Egli è stato malmenato, trattato male, giudicato dai capi, flagellato a sangue, coronato di spine, giudicato reo di morte dallo stesso popolo che aveva beneficato, condannato e infine, dopo la traversata con la croce, crocifisso. È morto di una morte così dura per te, perché ti ama, e questo vuol dire che ha una passione per l'uomo così grande che qui non comprendiamo che con la preghiera, avvicinandoci a Lui. Per questo la preghiera è così fondamentale e importante. Senza di essa noi non lo comprendiamo, siamo aridi e senza luce, mentre Lui vuole che conosciamo Lui e noi stessi. Vuoi la verità? Siamo conosciuti anche in quanti capelli abbiamo, in ogni emozione, in ogni ricordo, in ogni parola. Tutto di noi è conosciuto. Per questo è importante farsi buoni nell'arco della vita. E il miglior modo, il più pieno di valore, anche per la tua vita futura, è quello di meditare su Gesù Crocifisso, se vuoi recitando i misteri dolorosi. Fa bene leggere anche qualche rivelazione a mistici su di ciò".

"Tu ne hai lette?", chiese il giovane.

"Beh ho letto quelle alla beata Alexandrina Costa... e poi ho letto i dieci libri della vita di Gesù rivelata da lui a Maria Valtorta".

"Interessante! Come si chiama?".

"Si chiama l'Evangelo come mi è stato rivelato".

"Magari me lo procuro".

"Tu vedi soprattutto di formarti su queste cose... Credo di aver un po' di esperienza per dirti che certe cose si assaporano meglio dopo un po', quando l'entusiasmo è mantecato", Daniele sorrise. Poi disse "Ora vado alle mie cose. Senti... quanto avevo da insegnarti te lo ho dato. Cosa intendi fare ora?".

Kyle rispose "Magari mi fermo ancora un poco a pregare, qualche giorno".

"Mi pare una buona idea, Kyle. Ora queste cose ce le hai nella mente, ma c'è bisogno di custodirle e meditarle affinché scendano nel cuore e diventino vita. Allora facciamo che ti lascio un po' a meditare e pregare. Ricordati che la preghiera deve essere un cuore a cuore con Dio".

"Lo ricorderò", disse il giovane.

"Un'ultima cosa", disse il vecchio, "hai bisogno dello Spirito Santo e ora se vuoi posso chiedere l'effusione di esso su di te perché ti aiuti a comprendere tutto".

"Va bene!", rispose attento Kyle.

Daniele impose le sue mani sul capo di Kyle e disse "Padre buono, tu che donasti al mondo Gesù Cristo per la sua salvezza e non esitasti e condurlo a morte perché potessimo riavere la Grazia perduta, ecco qui un tuo figlio, te lo presento, si chiama Kyle. Egli crede in Gesù Cristo tuo unico figlio. Gesù ha detto che è bene che tornasse a te perché avresti inviato lo Spirito Santo Consolatore. Ebbene per questa parola io ti chiedo che tu effondi in lui questo Spirito. Te lo chiedo per il Sangue di Gesù, per la Sua Passione, Morte e Risurrezione. Te lo chiedo per le lacrime preziosissime di Maria. Amen". Appena dette queste parole qualcosa si schiuse nel cranio di Kyle, e un calore forte e soave lo riempì da dentro. Fece per cadere come per svenimento, ma Daniele lo agguantò e lo pose sdraiato.

"Resta così per un poco, lascia che lo Spirito Santo tocchi il tuo spirito senza tirarti indietro", disse.

Il giovane stette così cinque minuti, se non più, e il calore si espandeva in tutto il suo corpo. Si alzò poi.

"È fantastico!", disse, "Ora sento Dio più vicino che mai. È in me!".


Il Padre misericordioso

I giorni seguenti Kyle meditò molto sulle cose dette, cercando di capirle, e sentiva di capirle più di prima, grazie all'effusione. Prese i Vangeli e se li lesse. Era felice della semplicità con cui capiva il significato di quelle parole che Gesù diceva. In particolare gli piaceva quella del figlio prodigo, che sentiva sua. Eccola: <<Disse ancora: "Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre ho peccato contro il Cielo e contro di te; non son più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non son più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa>>. Kyle sentiva di esser quel giovane, sia per i peccati del passato, sia per la lontananza di tanti anni. Era un riconciliato,

un risorto, e sentiva tutto l'amore scorrere nella sua vita fino a poco fa così arida. Nella forza dell'Amore che gli era stata donata cominciava anche a comprendere che è per qualcosa di grande che Simona era morta, che ci sono realtà sovraumane che il Vangelo mette in luce, che forse il mondo è più pieno di peccato di quanto prima riusciva a comprendere. D'altronde Dio permetteva anche che in qualche maniera ogni tanto qualcosa di lei si manifestava.

Kyle pensò – non è finita tra noi. Non è finita. Un giorno sarò con lei in Paradiso -.

Pregava e meditava Kyle. Pregava il rosario, si interessava di capire il sacrificio di Cristo, pregava con giaculatorie "Gesù amami", "Gesù insegnami", "Gesù donami la sapienza", e tante altre che sentiva necessarie. Camminava anche, si sentiva riconciliare nel verde, nella calma. Sentiva la presenza di Dio nel creato, e ne era affascinato. "È questo che sentiva lei", si disse. Per tre giorni stette così al rifugio. Poi decise che era ora di andare. Riconciliato con la vita un po' sentiva che forse cercando su internet avrebbe trovato altro pane spirituale, e, dopo aver salutato Daniele, andò.


Provvidenza celeste

Famelico di cibo per l'anima, Kyle passava da mattina a sera il tempo davanti a internet. Aveva cercato commenti al Vangelo per capirlo meglio su google, e per caso era venuto a sapere delle apparizioni di Maria a Medjugorje. Così, trovati su un sito i messaggi, li aveva letti tutti, dal 1981 a oggi. Erano una scuola di preghiera. - Chissà che posto è? - pensò tra se e se. - Mi piacerebbe vederlo -.

Nel cercare messaggi si era imbattuto anche su messaggi dove trovava messaggi di Dio Padre e di Gesù tramite locuzione interiore a una signora, ed era restato affascinato della dolcezza con cui il Padre trattava da figlioli le persone che leggevano questi messaggi. Non riuscì a leggerli tutti, ma ne lesse parecchi. Trovo messaggi di Maria sul paradiso, il purgatorio e l'inferno. Era affascinato, ogni giorno imparava qualcosa di più e si formava ad una scuola molto particolare: quella di Gesù e Maria.

- Pensa che fortuna -, pensò, - per duemila anni la madonna è apparsa nei più svariati luoghi dove ora sorgono chiese e luoghi di culto, ma mai è stato dato così tanto... 29 anni di apparizioni a Medjugorje e milioni di persone convertite laggiù. Gesù ha detto che dai frutti si riconosce l'albero, e su questo sito trovo centinaia di testimonianze... pensa tu -.

Non pregava molto, se non la mezz'ora di ringraziamento, ma si disse che secondo quello che diceva Daniele anche cercare di conoscere meglio Dio era preghiera. Seguendo i messaggi della Madonna cominciò anche ad andare spesso alla messa, anche se all'inizio gli pareva poco importante. Passò così un mese.

Un giorno Giuseppina l'aveva mandato a fare la spesa e si era trovato a passare davanti ad un'agenzia di servizio corriere. Sulla porta vi era un poster con l'immagine della Madonna di Medjugorje che diceva di un pellegrinaggio di lì a quindici giorni. Entrò e si informò, c'erano ancora posti liberi. "Qui c'è la mano del Signore", si disse. E così, posto che i risparmi li aveva si prenotò subito.

"Tra qualche giorno vado a Medjugorje", disse a suo padre che lo aveva invitato a cena.

"Medjugorje? Non è quel posto dove è apparsa la Madonna?", disse Tarcisio, suo padre.

"Appare ancora, voglio vederlo".

Kyle aveva raccontato a Tarcisio un po' di quello che gli era accaduto in quei mesi. Non che non si erano sentiti, e anche visti un paio di volte dopo la morte di Simona, ma lui era rimasto un po' sulle sue perché sentiva che a volte bisognava tenere strette le perle preziose, e un po' di risentimento ce l'aveva. Tarcisio rimuginò. "Come vai?"

"Pellegrinaggio in corriera".

"Quando?"

Kyle gli disse i giorni.

"Avrei piacere di stare un po' con te, se me lo concedi chiedo qualche giorno libero da lavoro e vengo anche io".

"Papà, può andare si, ho un po' di paura a starmene quattro giorni tra vecchiette".

"Così facciamo una cosa insieme, ci vuole ogni tanto". Tarcisio sorrise. Poi aggiunse. "Bisogna prenotare?"

"Si", rispose Kyle.

"Allora prenota per me, grazie". Dopo lo squadrò e disse "A lavoro ci torni? Ti vedo meglio dall'ultima volta".

"Dopo l'incontro con l'eremita le cose hanno iniziato ad andare molto bene, mi è passato un po' il dolore. Dopo il pellegrinaggio penso tornerò a lavoro, ma ora ho bisogno di calma".

"Un eremita... Ma pensa... E che cose ti ha raccontato, io non le ho mai sentite a messa".

"Passa tutta la vita a pregare... qualcosa saprà", disse sorridendo Kyle.

"E questo mese che hai fatto? Sei stato con gli amici?".

"Ho letto tutti i messaggi che potevo, mi son fatto una formazione cristiana sui messaggi di Dio e della Madonna".

"Io ne ho letti uno o due di quelli di Medjugorje, ma non ci avevo prestato attenzione". Disse Tarcisio.

"Papà!", disse Kyle, "ma perché sei così lontano dal divino se vai anche a messa?".

"Non lo so, non mi pare, è che non lo pensavo possibile".

"Ma allora informati! Gesù ha detto <<dai frutti riconoscerete l'albero>>, e anche <<Bussate e vi sarà aperto, chiedete e riceverete>>. Mai letto il Vangelo? La verità va cercata, accolta, meditata, sennò che cristiano sei? Non vedi che hai anche lasciato la mamma quattro anni fa? Un cristiano non può farlo, è la tua croce se non stai bene stare con la donna che hai scelto, ma ci devi stare!".

"Senti, ci son cose che non puoi capire. Comunque io vengo per stare con te un poco, non per me". Rispose un po' contrariato il padre.


Medjugorje

Il viaggio era stato spossante, specie per il padre. Pregare tre rosari con gli anziani esorbitante! "Non l'ho mai pregato!", disse Tarcisio a Kyle. Kyle sorrise, "A me comincia a piacere", gli aveva risposto, "in fondo parliamo ad una donna bellissima quando lo diciamo", aveva scherzato. Tarcisio sorrise.

Arrivarono dopo tredici ore di viaggio, alla sera, e avevano lasciato i bagagli in hotel. Poi subito andarono alla croce blu nel monte Podrbro dove erano cominciate le apparizioni a fare un momento di silenzio e meditazione. Erano circa quarantatre persone in tutto. Kyle e Tarcisio pregarono alcune ave Maria insieme. Dopo un po' fecero una preghiera comune e andarono a dormire.

La mattina dopo sentirono parlare la veggente Vicka al gruppo di quanto le era accaduto e parlare dei messaggi della Madonna.

Le chiesero sulla fine del mondo, disse "Tutti aspettiamo che cambi il mondo; ma dobbiamo cambiare noi. È una scusa per sfuggire a noi stessi. La Madonna dice che non è arrivata per dire cose nuove, ma cose semplici".

Le chiesero come mai tanto ottimismo nelle sue parole, nella sua fede, nonostante certe dure rivelazioni, rispose "L’ottimismo con nostro cervello non va lontano. Solo l’ottimismo con l’anima non si spegne: è meglio chiamarlo ‘fiducia’. La cosa che chiede per prima la Madonna è: aprire e pulire il nostro cuore; vivere i suoi messaggi con il cuore…".

E disse allora di come sia importante la confessione, l'andare regolarmente a messa, il pregare, specie il rosario, il leggere la Bibbia e il digiunare a pane ed acqua il mercoledì e il venerdì. Disse che erano i cinque sassi con cui la Madonna ci promette di sconfiggere il nostro Golia personale, come Davide.

Parlò dei dieci segreti affidati a lei e agli altri cinque veggenti, "Per quanto riguarda i segreti non ho molto da dire. Per ora ne ho nove e aspetto il decimo. Se e quando la Madonna li vorrà spiegare, allora ne sapremo di più".

Le chiesero allora se la Madonna sarebbe apparsa ancora per molto. Lei rispose "Non so. Una volta Le abbiamo chiesto fino a quando sarebbe apparsa e Lei ha risposto: "Perchè, vi ho forse annoiati?" Da allora non lo abbiamo più chiesto".

Così Kyle sorrise affascinato dal sorriso solare di Vicka e suo padre cominciò ad interessarsi. Il giovane cominciò a sentire in se crescere la venerazione alla Madonna. Si disse che era la Madre di Gesù e sua, e lo avrebbe formato con i suoi messaggi bene alla fede cristiana.

Il pomeriggio, dopo mangiato, andarono al monte Krizevac, dove vi era la Via Crucis e in cima vi era una grande croce di cemento. Il padre di Kyle cominciò a meditare sulla conformazione del suolo, le rocce appuntite, la fatica nel camminare a piedi nudi di alcuni, che ammirava per la loro fede. Qualcosa cominciò a smuoversi in lui. Pregarono il rosario durante tutto il cammino, e infine, arrivati su, Kyle andò a inginocchiarsi ai piedi della croce dicendo: "è questa che ci salva, è questa". A suo padre venne uno sgorgare di pianto, sentì aprirsi il cuore e fece esperienza dell'Amore di Dio. Si abbracciò a Kyle e gli disse nel pianto "Scusa, scusa per tutto il male che ho fatto. Il Signore è buono, io non lo sono stato... non lo sapevo". Kyle lo tenne con dolcezza dicendo "Ti voglio bene papà. Così come sei".

Tornando giù per la strada secondaria Kyle vide una vecchina vestita da contadina, con tanti rosari in una cesta.

Si avvicinò e le chiese "Quanto per un rosario?". La vecchina non sapeva l'italiano, ma comprese. Con le dita gli fece cenno di due euro. Kyle le diede una banconota da cinque, e quella gli prese la mano in segno di ringraziamento con una delicatezza e bontà tanto grande che a Kyle rimase impressa quella scena come un segno del Signore che lo chiamava a voler bene ai poveri.

La sera andarono all'adorazione eucaristica e questa volta fu Kyle a piangere, pensando a Simona, alla separazione da lei, a tante cose.

Nel sonno gli apparve qualcosa di strano: "Sono Gabriel, aiutami!". Lo aveva sognato di nuovo, ma c'era un particolare nuovo, una specie di uomo cattivo cercava di impedirgli di avvicinarsi a Gabriel. "Se lo fai soffrirai e avrai una vita orrenda!", diceva. Ben presto l'uomo, che aveva una specie di mantello, si trasformò in un serpente a forma d'uomo, e cercava di costringerlo con le mani ad inchinarsi a lui. Ma Kyle si girò dall'altra parte e urlò "Signore Gesù Cristo abbi pietà di me!", e così si svegliò, col nome di Gesù tra le labbra.

Il giorno seguente la mattina andarono alla messa e poi a sentire Padre Ljubo spiegare i messaggi. Kyle cominciava a sentire come un'ondata d'amore da ogni parte, ma chi più l'avvertiva era Tarcisio che sentiva che era stato un cristiano tiepido fino allora. Durante la pausa comprò rosari, libretti devozionistici e una statuina della Madonna da tenere in casa. Kyle non era molto interessato da queste cose, poiché ormai di fonti di santificazione ne aveva parecchie.

Il pomeriggio andarono ad ascoltare a Siroki Brijeg padre Jozo, il quale era parroco di Medjugorje quando aveva avuto inizio tutto. Padre Jozo parlò per due ore e mezza dei messaggi della Madonna e dell'amore di lei per noi.

La sera fecero un'ultima visita alla croce blu prima di ripartire il giorno dopo.

In corriera Tarcisio disse a Kyle "Padre Jozo ha detto una frase, che le famiglie devono essere unite e di pregare per la riconciliazione delle famiglie distrutte. Ho capito che devo riconciliarmi con tua madre", e poi cercando di non farsi vedere pianse sommessamente a lungo.


Con gli amici

"Sto cercando una risposta al perché Dio ha permesso che Simona morisse, mi sembra di averla sulla punta della lingua, in un pensiero che ho quasi afferrato, ma non trovo", disse Kyle gesticolando con le palme delle mani rivolte verso l'alto.

Il giovane si trovava con i suoi amici, Giovanni, Licia, Marco e Andrea in un ristorante arabo. Mangiavano assieme il Kebab.

"Hai detto che ti senti un po' guidato da Simona, com'è possibile?", chiese Licia.

"La sogno, vedo che mi da indicazioni, e poi anche quando son sveglio accadono cose strane. Mentre andavo dall'eremita ho sentito una canzone di cui mi aveva parlato, e poi l'eremita ha detto una frase che aveva detto lei uguale", rispose Kyle.

"Sarà un'impressione", disse Andrea, "Dio non è vicino a noi, e neppure c'è per me".

"Per me hai bisogno di uno specialista, non è facile rimettersi dopo quel che è successo", disse Marco addentando il suo panino.

"Ma che dite? Io son normale, ho solo ricevuto un dono", disse Kyle.

"Per me non è male che ci sia un Dio vicino ai nostri problemi", disse Licia guardando Kyle con interesse.

"Aspetta io ci credo, dì loro quello che hai detto a me, di dove sei stato", disse Giovanni.

"Son stato a Medjugorje".

"Nooo! Mi han detto che dicono che appare la Madonna ma che in realtà danno allucinogeni nel mangiare", rispose Marco.

"Siete voi che siete fatti, e ora! Io ci son stato e so cosa ho visto e sentito. Quel luogo è pieno della presenza di Dio, si sente il Suo Amore in ogni cosa. Anche per me era difficile credere all'esistenza di Dio in un mondo come questo, ma lì ho sentito che non ha colpa Lui di tutto il male che c'è. Permette il male, ed è questo che non capisco ancora. Simona era un angelo, non lo meritava. Ma quello che ho capito dall'eremita e a Medjugorje è che c'è qualcosa di grande, un progetto, un piano su di noi in cui tutti siamo chiamati a collaborare. La Madonna ha dato molti messaggi e li ho letti. Dice che per salvarsi bene basta leggere la Bibbia, andare a Messa, pregare il Rosario, digiunare a pane ed acqua il mercoledì e il venerdì e confessarsi una volta al mese. È un po' dura..."

"Un po'?!? Ma dai che la vita è già abbastanza pesante", disse Marco con aria risentita per la risposta di prima, "figurati se dobbiamo pensare a Madonne e a fare i santi".

"Aspetta queste son cose serie, se c'è un'anima in noi vuol dire che dobbiamo pensare anche a questo", disse Giovanni.

"Io penso che basta esser buoni e non voler male a nessuno", disse Licia.

"Però io credo che bisogna anche attivarsi per il bene nostro e degli altri. Sento che son cose difficili all'inizio, poi però le capisci e diventan belle. La preghiera mi sto accorgendo che è indispensabile. Non possiamo risolvere i problemi di tutti con i soldi, il mangiare e il vestire. Non possiamo curare tutti e fare tutte le opere sociali che son necessarie alla vita in questo mondo, però una cosa forte possiamo farla, pensare al bene eterno nostro e degli altri. Per salvare l'anima basta un po' di amore a Dio. In particolare penso a Gesù, con quello che ha fatto per noi, ha sofferto cose incredibili per salvarci, e lo ha fatto anche per noi", Kyle ebbe ancora l'impressione che la soluzione al suo enigma era lì, un passo più avanti, ma si perse nel guardare Licia che non lo guardava più con quell'aria accondiscendente a tutto, ma come un po' intimorita. Si accorse che a parlare era il solo a dover finire il panino e lo mangiò, lasciando un attimo pensare gli altri.

"Guarda io ci sto pensando", disse Giovanni.

"A me non interessa granché", rispose con una smorfia Andrea.

Uscirono dal ristorante e fecero quattro passi parlando d'altro. Kyle guardò i giovani che camminavano. Tanti sguardi smorti, tanti visi pallidi, tanti con la sigaretta accesa e lo sguardo freddo. Avvertì una sensazione di infelicità in alcuni, di cattiveria in altri. Sentì risate sguaiate. Sentì anche una persona bestemmiare. Era un anziano sulla sessantina. Si chiese se era quello il progetto di Dio su di noi e si disse – No, non può essere così -.


Chiamata

Quella sera Kyle pensava. Sua madre non c'era, l'aveva invitata suo padre Tarcisio a mangiare da lui. Sulla poltrona se ne stava seduto come uno che sta scavando dentro se stesso.

- Cosa mi chiedi Dio? Cosa vuoi da me? Ho visto con occhi nuovi questi ragazzi, per le strade, anche i miei amici.. Li vedi questi ragazzi? Hanno tante difficoltà a crederti, ad avvicinarsi a te. Io posso fare qualcosa? Guardali, hanno bisogno del tuo Spirito, quello Spirito che ho ricevuto. Capissero... Ma cosa posso fare? - in quella prese la Bibbia per leggere un po', ma nell'aprirla a caso gli cadde l'occhio su una frase che avvertì come se Dio stesso gli stesse parlando. Si scosse con un momento di entusiasmo. Dio aveva usato un modo di parlargli che non aveva mai visto? Si, aveva sentito che la Parola gli parlava le volte che la leggeva, ma la risposta pronta mai. La frase diceva: <<Gesù, avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo">>.

Kyle trasalì. - Io fare questo? Parlare? Sì! Sì mio Dio lo voglio fare! - pensò subito con entusiasmo - Come? Andare dalle persone e parlare? Come farlo? E mi ascolteranno? - si abbatté un poco – spero di si, ma come fare?

"Signore Dio.. Devo far questo?" disse. Aprì di nuovo: <<Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte e gli disse "Seguimi!". Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì>>.

Kyle chiuse e rimase un po' trasognato. Dio gli aveva dato una missione. A lui! - Spero di essere all'altezza – si disse. Certo era una missione forte, particolare. Parlare alle persone di Dio, dire che c'è, che è vicino, che esiste. Quante cose strane passavano per la mente a Kyle. Cominciava ad immaginarsi parlare davanti agli altri, a pensare a cosa avrebbe detto, e le persone in ammirazione che lo ascoltavano. Pensava a domande pronte da parte degli altri e alle sue risposte.

- Mmmh con i miei amici non è che sia andata rose e fiori... - concluse dando un taglio netto a questi pensieri.

- Simona è morta perché addirittura esistono persone che amano il male. Io devo aiutare gli altri a conoscere il bene e a volerlo. Non possono esistere sette sataniche e cose di questo genere! L'uomo deve sapere che vicino ha un Dio che gli vuole bene e che gli è Padre! -. Pensò ancora un attimo a Simona, a quanto l'amava. Poi si alzò dalla poltrona e se ne andò in camera per mettersi a dormire.


Fallimento

Il giorno dopo era sabato. La mattina Kyle trovò sua madre assorta nei suoi pensieri.

"Come è andata con papà?", gli chiese.

"Oh, bene, ha fatto bene da mangiare", rispose lei.

"E per il resto?".

"Non so, mi sembra un'altra persona, più attento, disponibile. Chissà perché queste uscite. Cosa gli gira per la testa?".

"Non saprei", rispose Kyle, "chiediglielo". Kyle preferì non affrettare i passi dei due, ma decise di lasciare a suo padre di fare il necessario.

Quel pomeriggio decise di dare compimento a ciò che si era prefissato. Prese una croce lunga 20 centimetri e andò a piedi per il centro della città. Non aveva molte idee su come fare. Aveva pensato se fermare le persone e parlargli di tutte queste cose, una ad una, se annunciare il regno dei cieli gridando a voce alta, come immaginava che facevano gli apostoli, con la croce in mano, oppure andava in cerca di altre soluzioni. Si immaginava la gente che si fermava, per ascoltarlo e per sentire le sue parole. Ma in verità il pensiero di parlare si stava facendo così pesante in lui che non sapeva da che parte andare, non sapeva decidersi. Scrutava gli altri come cercando un improbabile cenno di assenso, che naturalmente non arrivava. Si mise davanti al municipio, nella piazza affollata di gente, ove vi erano numerosi giovani a gruppetti che parlottavano tra di loro.

Kyle tirò un respiro e deciso prese la croce dalla tasca della giacca e la alzò visibile, ma quando cominciò a fare per parlare nel vedersi guardato di storto gli si strozzò il fiato. La vergogna lo prese tanto che si ritirò, ritrasse la mano con la croce e se ne andò come un fuggitivo.

- Oddio chissà cosa penseranno di me! Mi prenderanno per matto! Pensa tu che cosa! Non ce la faccio, è troppo difficile! - con un nodo alla gola pensava.

Ma cosa mi chiede Dio! Come faccio? Non posso, mi vergogno. Gesù! Maria! Adesso chissà come mi guarda Dio... Mi dispiace Gesù, mi dispiace! - Un po' affannato rientrò in casa, si sprangò dentro e con la confusione in testa si mise sul letto a dire "Gesù perdonami, Gesù perdonami".


Giustizia è fatta

La mattina dopo Kyle si era alzato male, ancora confusionato in testa. Fece colazione di malavoglia e accese la radio per sentire le notizie.

"Caso Goi: il tribunale proferisce la sentenza di 24 anni di reclusione per Dario Sassola, omicida di Simona Goi, e 13, 14 e 11 anni per i suoi complici", emise l'apparecchio.

"Evviva!", gridò Kyle. "Mamma, mamma, li hanno inchiodati!".

Sua madre era in camera che stirava. Quando seppe tirò un respiro di sollievo.

"Meno male", disse, "è quello che si meritano!".

Il giovane era fuori di se per la contentezza. "Giustizia è fatta!".

La tristezza se ne andò tutta con questo pensiero. Kyle telefonò ai genitori di Simona, per rallegrarsi con loro. Poi disse "Va bene Dio, hai esaudito le nostre richieste, cercherò di fare quel che mi hai chiesto".

Così alle 10 prese e se ne andò all'entrata dell'ospedale. A voce alta parlava ai passanti "Dio è Amore! Lasciatevi amare da Dio! Gesù Cristo ha dato la sua vita per voi! Lasciatevi riconciliare con Dio!", e altre frasi che aveva letto nei vari messaggi della beata Vergine Maria e del Padre. La gente passava un po' scossa, un po' indifferente, qualcuno lo guardava di malocchio o rispondeva di andare a lavorare, ma a Kyle non importava proprio nulla. Era felice e non aveva più riguardo. Ben presto capì che difficilmente davanti a queste manifestazioni la gente si ferma a parlare, però le parole arrivavano, le diceva. Questo un po' era di sconforto, ma quel giorno non aveva peso.

- Ho sconfitto un po' la paura -, pensò tra se e se verso mezzogiorno e un quarto, e tornò a casa per mangiare.


Nuova evangelizzazione

Slam! La portiera della macchina si chiuse. Kyle si stiracchiò un po' i muscoli, si guardò intorno, e sospirò. - E rieccoci -, pensò sorridendo. Era ai piedi del monte Sernio, là dove aveva parcheggiato un mese prima circa. L'estate era alle porte. Si sentiva già un certo calore nell'aria, la temperatura era salita e la pressione pure. Un po' di venticello soffiava leggero. Eran circa le 15 e 30. Il giovane cominciò a camminare.

Arrivato alla casupola di Daniele gridò: "Ehy! Daniele!". Suonò una specie di campanaccio. Daniele aprì la porta e uscì.

"Oh! Amico mio! Come stai?", disse.

"Bene, son contento di vederti, mi mancavan le tue parole, son venuto a trovarti".

"Ma io confido che tu hai trovato qualcosa in questo tempo, nella preghiera ad esempio", rispose Daniele.

"Beh, ho letto dei bei messaggi della Madonna e altri di Dio, e son stato quattro giorni a Medjugorje, con una corriera guidata".

"Medjugorje...", l'anziano sospirò, "questa è una bella grazia. Come ti è sembrata?".

"Credo che la mia fede sia aumentata notevolmente lì. Si sente la presenza di Dio in maniera così forte, e ho preso un po' coscienza che la Madonna mi è vicina... Mio padre poi si è accorto di non essere proprio il miglior cristiano in circolazione ed ha capito che deve riconciliarsi con mia madre... Ti ricordi, sono separati...".

"È venuto anche tuo padre?"

"Si".

"Hai imparato un po' a pregare?".

"Dopo Medjugorje mi son dato molto più da fare, ho capito che non è uno scherzo quello che sta succedendo e che la Madonna ci chiama a prepararci".

"A prepararci da che? Se preghi e ami non devi preoccuparti di nulla", disse l'anziano.

"Ci sono dieci segreti che verranno rivelati poco prima che accadano, ma la Madonna dice che è ora il tempo di convertirsi, poi sarà troppo tardi per molti".

"Son d'accordo. Diventare cristiani è cosa di ogni giorno, ma perché cresca il seme della fede ci vuole tempo e preghiera".

"Si. Parlando con gli amici di queste cose ho meditato e capito una cosa".

"Cioè?".

"Che devo occuparmi dei giovani, dire loro queste cose. Se c'è tanta cattiveria in giro è perché non si sanno le cose di Dio".

"Devi o sei chiamato a fare questo?".

"Ah ecco, lo ho sentito come una chiamata, una risposta alle mie domande. Aprendo la Bibbia mi ha confermato questi pensieri".

"Allora è opera del Signore, non sei tu a fare le cose. Tu sei giovane nella fede e vivi ancora in un'ottica in cui credi di poter convertire gli altri o convincere tu. Non è vero niente. Anzi se sei di Cristo non aspettarti di venire osannato. Ti daranno contro le persone. Ti faranno domande di tanti tipi, e non è detto che sempre saprai rispondere, perciò formati bene. Ti daranno anche contro. Lo hai visto tu stesso cosa può fare gente lontana da Dio. Bisogna saper non portare le persone a guardare te, ma a guardare Dio. Tu sei un profeta, gli altri spesso dei selvaggi, quindi non aspettarti granché dal mondo, ma da Dio."

"Si... non è bello da sentire ma ho capito. Passerò per pazzo, vero?".

"Se fai bene le cose comunque apparirai pazzo, devi metterlo in conto. Ma Gesù dice che chi non lo rinnega davanti agli uomini, ognuno nella sua misura, non sarà rinnegato da Lui davanti agli angeli di Dio. A poco a poco ti renderai conto che la scena di questo mondo scompare in fretta, come dice San Paolo, e comincerai a pregustare il banchetto celeste che ti aspetta. Sai, anche io vivo ogni giorno in una corsa appassionata verso le cose celesti. Mi son accorto col tempo di quanto Dio mi stava dando e la mia gioia è riposta in Lui e in queste cose ora, non più negli uomini. Tu sarai un pescatore di uomini, e non devi far altro che dare loro il cibo buono del Regno dei Cieli. Riponi quindi le tue speranze in Dio e in ciò che Dio ti darà, perché la ricompensa di un profeta vero è nettamente superiore a quella di viver per se stessi. A poco a poco avrai a cuore gli altri, prega per loro. Io pregherò pure per le persone che contatti".

"E come prego?", chiese Kyle.

"Intercedi per loro, per l'effusione dello Spirito Santo in loro, col Rosario. La Mamma ascolta sempre richieste così importanti per la vita delle anime. Pensa che si può amare fino a voler morire per gli altri. Cristo te ne ha data la misura. Prega un Padre nostro, un'ave Maria, e un gloria per ogni arcangelo: Mikael, Gabriel, Raphael, Uriel, Jehudiel, Sealtiel e Barachiel...".

"Aspetta aspetta, io ho sognato uno che diceva di chiamarsi Gabriel. Era alto, due metri circa. Combatteva dei selvaggi, come hai detto poco fa, e mi diceva di aiutarlo a salvarli", disse Kyle.

"Gabriel? Interessante. Quando hai fatto questo sogno?".

"Pochi giorni prima che morisse Simona".

"E lo avevi capito?".

"Mi è tornato in mente ora. Simona aveva detto che era l'arcangelo, è così secondo te?".

"Io lo credo. È la tua vocazione allora. Gabriel è un annunziatore, di sicuro ti aiuterà. I selvaggi sono le persone che non accolgono la Parola, o fanno difficoltà ad accoglierla. Tu annunci il Regno dei Cieli e oggi parlan male di te, ti pensano malato. Poi il seme cresce dentro loro, come lo sa solo il Cielo, e un giorno si trovano a pensare che tu sei uno che veramente gli ha detto cose sensate e buone, e ti ammirano. Ci vuol tempo. Pensa a Dio quanto è paziente, quanto è misericordioso, con tutto il male che c'è Lui ci tratta con amore perseverante, per aiutarci a giungere a salvezza. Però verrà anche il giorno della giustizia sulla terra, è scritto, ci saranno delle prove, nella vita di ognuno e nella vita dell'umanità. L'importante per passarle bene è quello di prepararsi giorno dopo giorno col fare la volontà di Dio. Chi ama Dio giorno dopo giorno e lo serve non si perde, perché Dio lo ama e lo chiama a se".

"Ma dove sei arrivato tu nel tuo cammino? A volte mi sembra di parlare con un angelo..."

"Ho pulito il mio cuore e la mia anima così tanto, invocando il Nome di Gesù, che ora vedo e sento cose che a pochi son date".

"Cosa?", chiese Kyle a occhi spalancati.

L'anziano rimase in silenzio.

"Ho capito", disse Kyle, poi aggiunse, "ho provato a parlare fuori dall'ospedale ai passanti. Dicevo 'Dio è amore'; 'lasciatevi amare da Dio'; 'Gesù Cristo ha dato la Sua vita per voi', e cose di questo genere".

"Sono parole buone. Come hai capito non servono grandi cose, ma piccoli semi. Però ti voglio mostrare una via migliore". Daniele sorrise.

"Quale sarebbe?", rispose incuriosito il giovane.

"La testimonianza. Vedi oggi c'è molta scienza nei discorsi dei teologi e di alcuni preti, e neppure leggera. Parlano parlano ma spesso i loro discorsi son tanto lievito cattivo, ti danno un pane che ti gonfia ma non sazia. Io invece preferisco del buon pane azzimo, e te che mi porti? Una bella testimonianza del tuo incontro con Dio. Di cosa ha voluto dire per te. Come è stato, cosa hai capito. Insomma vita, non parole difficili. Posto che dici parole semplici, vai all'essenzialità...".

"Ho letto un messaggio del Padre su internet che diceva di dire cose semplici, e così ho fatto, ma come faccio a testimoniare davanti a tante persone? Mi vergogno. E poi lo hai detto non mi ascolteranno".

"Usa la carta. Dirai le stesse parole che hai provato a dire ma consegnerai anche un foglietto con la tua testimonianza. Cose semplici, ma che possono dare la salvezza delle anime. Poi a poco a poco comprenderai le cose con il cuore e rimarrai estasiato a scoprire cosa fa della tua vita Dio. Un miracolo del Suo Amore! E allora il tuo cuore sarà ricolmo di luce e gioia, per te e per gli altri!".

"Queste son cose belle... Spero di arrivarci. Dovrei fare ancora qualcosa?".

"No. Anzi, hai ricominciato a lavorare?".

"No".

"Allora ti consiglio di farlo. Il lavoro nobilita. Che lavoro fai?".

"Saldo schede elettroniche".

"Un lavoro manuale, molto bene. Mentre lo fai la testa si libera e tu preghi, preghi. Brevi orazioni, piccole cose, anche solo 'Gesù, pietà di me peccatore', ma a poco a poco il cuore e la mente si liberano, diventi sano e santo. È importante, la gente ti deve veder sorridere".

"Ma come faccio a sorridere quando son rimasto senza Simona?!?", rispose Kyle imbronciandosi.

"Devi capire che Dio ha portato a termine un piano su di lei di enorme salvezza. È una martire. Per noi qua sulla terra è un dolore grande, non capiamo che in fondo la vita di questo mondo è come il cadere di una foglia rispetto l'eternità! Dio pensa al bene eterno delle anime, e a volte può richiedere tanto, ma perché? Perché vuole riempire di bene ogni angolo della terra, e rendersi così care queste anime vittime che la loro santità sia ammirata e onorata dagli angeli del Cielo. Il cristianesimo non è una religione all'acqua di rose, richiede sacrificio, ma sai com'è la donna quando partorisce? Soffre, ma appena è nato il figlio passa e dimentica il dolore, perché la gioia è tanta. La sofferenza dura un attimo, la gloria e la gioia per l'eternità".

Kyle si ricordò, "Lo avevo quasi capito questo pensiero, sì. Però intanto io qua son rimasto senza di lei".

"Persevera nella fede e sarai con lei in eterno! Avrai anche ricompensa di tutte le sofferenze che questa situazione ti ha causato".

Kyle fece un sorriso con un po' di speranza in cuore. "Grazie. Ci devo pensare su".

"Si è fatto quasi buio. Ci rivedremo ancora?".

"Perché no?".

"Sei come uno che non so se rivedrò. Ti prometto la mia preghiera".

I due si salutarono. Kyle nel ritornare pensò a Simona. Pensava che era ancora vicina, solo che lui se ne accorgeva poco. Pensava che forse dal suo sacrificio lui aveva ricevuto della fede, che prima era come uno che dormiva e ora era sveglio. Si ricordava che la sofferenza serve al bene di tutti. Aveva letto che le sofferenze oltre le preghiere premono molto sul cuore di Dio e ottengono grandi grazie per l'umanità, che i martiri fanno germogliare la fede nei non credenti. Quanto era dura però! Intanto il cielo dava l'ultimo sole. Nel tramonto vicino Kyle pensò alle volte che assieme a Simona lo aveva guardato.

"Eri come un sole tu per me, Simona", fu la preghiera della sera, poi ringraziò Dio delle tante grazie ricevute.


Testimonianza

<<Reduce dall'omicidio da parte di satanisti della donna che volevo sposare, mi sono lasciato impregnare dalla sua fede e ho cominciato a vedere la presenza di Dio nella mia vita da tanti piccoli segni. Mi son riconciliato con Lui e comincio a rendermi conto della grandezza della Sua bontà, che è quella di un Padre che ama i suoi figli e vuole la loro salvezza eterna, tanto che ha mandato Gesù Cristo suo unico Figlio a vivere, morire e risorgere per ognuno di noi!

Tu che leggi sei un figlio che si è forse dimenticato del Padre? Gesù Cristo ha dato la Sua vita per te, per renderti figlio adottivo! Ti sei dimenticato di cosa è la felicità? Io lo ho provato, son stato in sofferenze grandi ma è nella Parola del Vangelo che ho ritrovato la fede che illumina e la felicità più grande. Tu come me sei un membro di un corpo immenso che è il Corpo di Gesù nell'umanità, poiché sei stato battezzato! Ricorda chi sei uomo! Ricordati che devi combattere il male in te e nel mondo! Ricorda che sei fatto per amare, per fare il bene e per andare incontro agli altri con la gioia nel cuore! Non è forse questo il vero vivere? Vivi forse nella noia, nella svogliatezza, nell'amarezza di vita? Questo è perché non preghi! Pregare porta l'anima in uno stato di pace e gioia interiore che si manifesta nei piccoli atti di ogni giorno, in un cammino che si fa sempre più luminoso verso la vita futura! Vuoi dunque aprirti all'Amore? Dio è Amore! Dio è la Verità e la Vita! Ed è tuo Padre! La gioia riempia il tuo cuore! Accetta anche tu Gesù Cristo come tuo salvatore! Su internet puoi trovare i messaggi di Maria a Medjugorje. Pace e gioia! Kyle>>.

Kyle salvò nel computer il testo della sua testimonianza e lo stampò, pensando che avrebbe potuto andare in copisteria a farne fotocopie. Era soddisfatto, sentiva che quel che aveva da dire c'era, poi il resto a Dio. Si mise a leggere qualche messaggio di Gesù su internet, trovò messaggi che riguardavano la fine dei tempi e il ritorno di Gesù nella gloria. Rimase un po' li preso da ammirazione.

Era martedì. Il giorno prima, come aveva detto di fare Daniele, era andato alla fabbrica dove lavorava e aveva ottenuto di tornare a lavorare, senza difficoltà. La mattina dopo doveva alzarsi per andare a lavoro, quindi alle 21.30 il giovane si dedicò alla preghiera, diceva il Rosario con l'anima intensamente supplice per i suoi genitori, e andò a dormire subito dopo.


Vita santificante

I giorni successivi Kyle li passò al lavoro contento. I colleghi ritrovati lo guardavano un po' con compassione, come se guardassero a un povero sofferente, e lui un poco lo era ancora. Pregava, invocava il Nome di Gesù. Si era incuriosito a sentir parlare Daniele di questo, chissà che doni aveva! Provava a dire tante piccole preghiere secondo come si sentiva ispirato:

'Gesù confido in te!'

'Gesù amami'

'Gesù ti amo!'

'Gesù aiuta mamma e papà'

'Gesù ti offro il mio lavoro per loro!'

'Gesù donami la sapienza del cuore'

'Gesù da un bacio a Simona per me!'

'Padre ti offro il Sacro Cuore di Gesù per i peccatori'

'Padre ti offro il Santo Volto di Gesù per i tristi'

'Padre ti offro il Sangue di Gesù per le anime del Purgatorio'

E via via ne inventava sempre di nuove, oltre a tante ave Maria, e si sentiva libero e gioioso a farlo.

Il lavoro così non gli pesava molto, lo sentiva cosa buona per se stesso. Daniele aveva detto che era santificante. Nel pregare e lavorare Kyle si accorse che le due cose si potevano amalgamare molto bene insieme, che erano un'accoppiata perfetta. Parlò un po' delle sue nuove ai suoi colleghi. Qualcuno era interessato a Medjugorje, qualcuno lo vedeva come non se lo aspettava, e gli diceva "Sembri rinato!", qualcuno invece a discorsi di religione restava freddo e irrigidito, chiuso nell'orgoglio.

Kyle aspettava il sabato pomeriggio, il giorno in cui tutti i giovani erano per le strade. Un po' era timoroso per le paure interiori di far brutta figura, e se lo diceva "ahi, ahi ma che paure che ti fai", sdrammatizzando. Un po' era ardito pensando di fare grandi cose e veder le persone cambiare e aprirsi.

Nel frattempo dopo il turno di mattina che aveva quella settimana, aveva preso a dare fotocopie della testimonianza nelle cassette delle lettere. Era un modo di evangelizzare molto semplice, in fondo, ma sicuramente efficace. "Chissà come lo prenderanno un messaggio così forte", si diceva. Però sentiva che era una buona opera.

Un giorno fuori dal supermercato incontrò un vecchio malandato e sporco che chiedeva la carità. Il suo pensiero era stato di dargli qualche euro e via, ma la coscienza gli diceva invece, con forza, "parlaci!". Il giovane gli strinse la mano tra le sue con calore, rinnegando la repulsione iniziale. Gli chiese da dove veniva e se aveva casa. Il povero era rumeno e in cerca di lavoro. Impresa dura trovare lavoro così, pensò Kyle. Gli venne in mente di un posto in città dove davano un posto letto ai poveri, e lo accompagnò dopo avergli dato cospiquamente di tasca sua qualcosa, anche se sarebbe stato utile per le fotocopie. In seguito non ne seppe più niente ma la sera stessa si trovò che era arrivato a un passo del Vangelo che sembrava essere proprio indicato, Matteo 25, 31-40.

<<Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me>>.

Kyle sospirò, pensando a quante cose vi sono da fare allora per fare contento Gesù, ma gli venne anche in mente che con tante istituzioni sociali combinano poco gli uomini quando sono ancorati al materiale, o molto poco. - Il fatto è che ci vuole cuore, preghiera a Dio e disinteresse sul proprio vantaggio! -, pensava. Aveva letto in un messaggio di Gesù che in fondo è Lui che ha già risolto e continua a risolvere tutti i nostri problemi, basta chiamarlo, Lui sa fare e provvedere ad ogni bisogno. Ma quanti lo chiamano?


Per le strade

Era sabato pomeriggio. Anche quella notte Kyle aveva sognato che il demonio lo tormentava, lo spaventava. A Kyle non fece certo piacere, ma aveva offerto la sua sofferenza a Gesù. A volte gli sembrava che il Signore gli era molto vicino. Ora era in strada con un duecento fotocopie della sua testimonianza. Aveva preso un respiro e con coraggio aveva cominciato a dire a voce alta "Dio è Amore! Posso lasciarvi questa testimonianza? Grazie, pace e gioia!". Lo diceva ad ogni persona che incontrava, nei limiti delle possibilità di movimento.

Kyle era un po' intimorito, pauroso di come gli altri lo guardavano. Un paio di uomini gli dissero "Vai a lavorare!", oppure "Torna a casa!". Il giovane non è che si sentisse incoraggiare dagli altri. Però continuava. Prese a dire le cose con un sentimento di apertura e con pace interiore. La gente lo guardava un po' stralunata. Kyle non aveva voglia di parlare di più di quanto già diceva la testimonianza, bastava.

Una ragazza gli venne vicino e gli chiese "Ma questo lo hai scritto tu?".

"Si", rispose lui.

"Che brutta storia, ma è quella... Simona mi pare, Goi?"

"Si, lei. Io ero il suo ragazzo".

"Ah, mi dispiace. È molto bello quello che scrivi, ma perché lo fai?".

"Perché non accadano più di queste cose. Chi fa il male è chi non crede nel bene, e io voglio che gli altri credano nel bene".

"E il bene sarebbe Dio? Guardati intorno, chi ci crede?".

"Io ci credo, ho capito che non è Dio che ha voluto questo, ma che lo ha permesso a maggior gioia e gloria di lei, che era cristiana, nella vita eterna. Ci ho messo un poco a capirlo ma credo sia così".

"Non so. Comunque mi piace quel che hai scritto".

"Ti consiglio di provare a pregare allora. Nella preghiera si capisce tante cose".

"Va bene", rispose un po' incerta la ragazza. "Ti saluto".

"Ciao", rispose Kyle.

Kyle proseguì così per una trentina di minuti. Gli venne repulsione e disgusto nel vedere alcuni ragazzi vestiti con magliette nere e piuttosto lugubri, non volle andare da loro, pensava che potevano esserci dei satanisti tra di loro. Gli altri giovani gli incutevano timore, ne aveva paura, ma non di più. Infatti un po' la scacciava concentrandosi su quello che doveva dire e pensando – Tanto non sono miei conoscenti, che m'importa? -. Così arrivò a finire i foglietti, tirò un respiro di sollievo e tornò in macchina (non viveva in centro, ma in periferia). Nel fare queste cose si mise a pregare un rosario con foga del cuore per i giovani incontrati.


Gesù

Quel tardo pomeriggio Kyle stava ancora pregando per i giovani a cui aveva dato i fogli di testimonianza. Stava sulla sua comoda poltrona, pregando parecchie ave Maria. A un certo punto, gli sembrò di sentire una novità in se, come un pensiero più forte del solito, che aveva preso una parte di lui.

Sentì in se le parole "Kyle, amico mio!".

Kyle si guardò intorno, ma era sicuro di averle sentite dentro queste parole.

"Chi sei?".

"Io sono".

Kyle spalancò gli occhi. "Dio?".

"Gesù".

"Mio Signore!".

"Sono io. Hai mangiato la mia carne. Ricorda le parole di San Paolo: Non son più io che vivo, è Cristo che vive in me. Hai fatto la volontà di Dio. Per questo ora ti parlo".

Kyle stette in silenzio, come aspettando qualcosa. Poi Gesù riprese.

"Sono qui per te. Hai sofferto molto. Hai diritto di sapere. Ora riesco a parlare poco, poiché non ho preso ancora dominio totale. Perdona i tuoi genitori di essersi separati lasciandoti ferite. Prega per loro. Le ferite scompariranno. Ti chiedo di pregare anche per quelli che hanno ucciso la tua amata Simona. Le ferite se ne andranno".

"Lo farò Signore".

Kyle restava in silenzio, ma Gesù non parlava più in Lui.


Guarigione interiore

Nei due mesi successivi Kyle testimoniò molte volte per le strade. Era andato persino in città marittime, poiché vi erano parecchie persone sul lungomare la sera. In fin dei conti aveva imparato che poco si interessavano di lui le persone, ma quel che gli importava è che il messaggio in un modo o nell'altro arrivasse. Gesù lo aveva istruito su questo. Gli aveva spiegato come fare la testimonianza. Gli aveva detto che era come un chicco di senapa piccolissimo, che piantato produce un grande albero. Ma ci vuole tempo, molto tempo a volte. Ma quel che importava è che quelle persone avessero la testimonianza luminosa di un giovane pieno di zelo nell'annunziare la fede.

Gesù gli parlò anche di Simona. Gli disse che aveva avuto coraggio nel restare fedele, e che quando uno è fedele ogni giorno, sarà sempre aiutato alla fine. Kyle si consolò. Chiese a Gesù quale premio aveva meritato lei per questo. Gesù gli rispose che i martiri hanno una particolare ebbrezza spirituale, uno stato difficile da descrivere se non provato.

Kyle testimoniava velocemente, poche parole e dare subito la testimonianza, lasciando che facesse Dio il resto. D'altronde non si sentiva abile a parlare, era una cosa che Gesù non gli aveva chiesto. La gente accoglieva sempre di più il foglietto con un sorriso. Kyle si rese conto a poco a poco che era lui quello che era migliorato. Sentiva un'ebbrezza spirituale che lo rendeva intenso, zelante e vigoroso. Ma anche la gioia lo aveva preso, e molto anche. Andava in giro con un sorriso così pieno di gioia che le persone non potevano non accettare quello che dava.

Questa gioia come gli era venuta? Aveva pregato così tanto per ogni persona che riteneva averlo ferito, per un motivo o per un altro, che il suo cuore doveva trovarsi senza più ferite. La preghiera lo aveva cambiato nel concreto. Era guarito non come uno che resta invalidato, ma come una persona nuova, che non si ricorda più del passato. Sempre aveva il sorriso, e tantissimo lo aveva aiutato testimoniare. - Se i cristiani afflitti e tribolati di oggi sapessero come è facile guadagnare la gioia testimoniando.. - si diceva, vedendo spesso alla Messa persone tristi. Lo stato del suo cuore era per questo sempre nella speranza, nella gioia.

Kyle aveva anche preso a dare del suo ai poveri. Ad ogni paga versava qualcosa ad aggregazioni che si occupavano di poveri. Aveva anche ogni tanto fatto la spesa per i frati che avevano la mensa per questi.

A Messa ci andava regolarmente. Riusciva ad andare quasi ogni sera, quando aveva turno di lavoro la mattina, e la mattina quando aveva turno il pomeriggio. Non sentiva le cose che Daniele diceva di aver provato, ma aveva una fede così profonda nella verità del pane e del vino transustanziati in Carne e Sangue di Gesù, che metteva la Messa oramai al primo posto, come aveva detto Maria nei messaggi di Medjugorje. Si sentiva come davanti a Gesù Crocifisso sul monte Calvario, durante il rito.

In quel periodo Gesù gli aveva parlato semplicemente per il suo cammino personale. La conversione significa guarigione, e di questo Gesù si era occupato in lui. Spesso gli aveva dato indicazioni su episodi di guarigioni o insegnamenti dal Vangelo da leggere e rileggere per farli propri e ottenerne la guarigione desiderata. Kyle imparò così bene, come già gli aveva detto Daniele, che anche leggere il Vangelo è preghiera che ottiene guarigione, specie interiore.

Ora però Gesù aveva intenzione di parlargli d'altro.


Tornate a me

Kyle stava leggendo il Vangelo di Marco capitolo 7 versetti 31-37: Gesù guarisce il sordomuto. Sua madre aveva capito che suo padre voleva tornare insieme a lei e titubava. Per questo il giovane pregava leggendo questo episodio più e più volte, per ottenere che Gesù aprisse le orecchie del cuore a Giuseppina, perché accettasse l'amore rinnovato di Tarcisio. Ormai aveva preso questo modo di pregare, ogni brano del Vangelo poteva avere una applicazione concreta. Diceva "Gesù come hai fatto questo al sordomuto fai questo anche per mia madre, aprila all'amore e alle parole di mio padre".

In questo modo aveva anche pregato la parabola del figliol prodigo e della pecora smarrita molte volte per le persone incontrate e per i suoi amici, che riconoscessero la loro necessità di Dio, e procedeva così intercalando la sua preghiera con tante ave Maria. Gesù gli aveva detto che la Parola di Dio non resta senza effetto, perciò la sua fede cresceva nel credere che, se anche a volte richiedeva tempo ciò in cui sperava, otteneva sempre qualcosa, perché già lo stava cominciando a ottenere.

Degli amici di Kyle Licia era rimasta sulle sue, Andrea aveva smesso di frequentare il gruppo vergognandosi di stare con uno che predicava per le strade, Marco aveva cominciato a interessarsi ai messaggi della Madonna a Medjugorje che Kyle portava, Giovanni di buon cuore veniva a Messa la domenica con lui, ma il discorso di predicare, diceva, 'è roba da grandi'. Comunque il giovane era visto bene, visto che emanava gioia e fascino per tutti. Era un trascinatore, col suo carisma e la sua fede intensa.

Mentre Kyle pregava sentì la voce di Gesù.

"Ascoltami".

"Sì, Signore".

"Molto vengo torturato da questa generazione. Il mondo è marcio e si illude di fare da se la propria felicità in terra, e le anime si perdono. Come può il creato esser felice senza chi lo ha creato? Molti si industriano senza ragione alla ricerca di soldi, potere, lusso. Credono che la vita sia lì. Non sanno che dovranno rendere conto di tutto quello che non hanno fatto di bene. Io cerco anime oranti, anime che ascoltano e praticano i miei comandamenti. Io cerco anime che sappiano la verità e la applichino alla loro vita, anime luminose, senza paura. Io sono la Vita e voi mi scacciate. Io sono la Verità e voi non avete tempo per ascoltare ciò che ho da dire. Io sono la Via e voi non vivete che per voi stessi. Io sono la Risurrezione e voi agite senza stupore davanti al mistero che è in voi e attorno a voi. Dove va questo popolo, figlio mio? Va giù, sempre di più, e non c'è chi può fermarlo, che uomini come te. Io ho portato il fuoco sulla terra, ma quanti si lasciano incendiare? Ho bisogno di te, sei un faro, una luce che non morirà, grande sarai, anche se avrai da soffrire un po', ma sarà eterna la tua felicità. Io ho bisogno di uomini come te perché il mondo è perduto senza me, gli uomini si perdono, vanno alla rovina. Cosa faranno negli ultimi istanti di vita se non mi avranno accettato come loro salvatore? Cosa succede a chi non ha creduto in me, in quello che io propongo? Hanno cercato tutta la vita chimere e illusioni, ma poi un abbraccio mortale e soffocante gli prende violento l'anima e nulla più sono. Cosa conta dunque ciò che hanno conquistato, se non verranno a far parte del mio regno? Cosa conta se vanno nell'orrore dell'inferno? Nulla conta, ma io nulla posso davanti a chi mi ha rinnegato durante la vita. La via è stretta ma è soltanto amore che io chiedo. Amate. Che c'è più di questo? Amore verso Dio e verso il creato, Amore per gli uomini. Che problema è pregare gli uni per gli altri? Che problema è volere il bene del prossimo? Forse che vi lascio senza nulla? Che fatica avete a rivolgere il vostro pensiero verso Dio per chiedergli il vostro vero bene? Non avete bisogno di me? Non avete bisogno del mio spirito? Sì, voi ne avete bisogno. Venite a me, è dolce vivere con me, non pesa. Via dal mondo, Io vi porto fuori. Vi faccio nuovi, vi rendo fertili, che il vostro frutto rimanga. Quando Io tornerò dai cieli chi troverò pronto? Chi sarà sveglio al mio arrivo? Amici miei, tornate a me, l'apostasia è sulla terra e l'anticristo verrà, come sta scritto. Tornate a me, siate miei. Un'eternità di delizie è per voi. Io aspetto il vostro cuore, datemelo e non vi sentirete più soffocare dal mondo, datemelo e sarete felici. Pregate e entrerete nella gioia. Non preoccupatevi, non turbatevi, Io sono sempre con voi, e non vi permetterò di perdervi se amate".

Kyle era col fiato sospeso. "Ma come dire queste parole Signore?".

"È lo sfogo del mio cuore. Se dici di ascoltare la mia voce e leggere il Vangelo basta, non ti chiedo di riuscire a dire questo. Chi crederebbe a uno che dice di ascoltare la mia voce? Eppure siete in tanti. Il mio Regno è nascosto, voi non lo vedete. Io formo tante catene d'amore, invisibili ai vostri occhi. Il mondo è appariscente, ma il suo godimento è fittizio. Invece Io non deludo, vi lascio la mia gioia, vi porto alla vera vita, è eterna la felicità che vi dono".

"Signore, è vero. Io non sento più paura, mi sento liberato dal male che mi teneva, sono gioioso e leggero. Con te cambia tutto".

"Allora sei pronto a venire con me, sei pronto a lasciare tutto?".

Kyle rimase di sasso. "In Paradiso?".

"Si", rispose Gesù.

"Lo desidero Signore".

"Allora preparati figlio mio".


Ti saluto Giovanni

"È così, mi ha detto di prepararmi!".

"Incredibile. Se non ti conoscessi direi che sei fuori. Come puoi sapere che stai per morire? Già sapere che Gesù ti parla è una cosa... particolare"

Kyle era solo, insieme a Giovanni. Gli piaceva confidargli i suoi segreti, come amico era il migliore.

"Così mi ha detto".

"Ne hai parlato ad altri?".

"No, ne parlo a te solo".

"Non lo dico a nessuno. Ma poi? Tu mi davi tanti buoni consigli, io ci credo alla vita eterna. Resto solo io".

"Magari Gesù si farà vicino a te, o incontrerai qualcuno che ti aiuterà".

"Lo spero". A Giovanni gli prese una lacrima.

"Sai, Simona mi ha dimostrato che mi è vicino anche da lassù. Pure io ti sarò vicino".


Scrivi!

Kyle era sulla poltrona che sonnecchiava. Era venerdì e aveva avuto turno la mattina. Si sentiva in dormiveglia quasi quando ebbe l'impressione di trovarsi immerso in un sogno a occhi aperti.

"Scrivi!", sentì dirsi da una voce potente e insieme dolce.

Kyle era come confuso. Chi era? La coscienza gli suggeriva che era Dio Padre, ma non lo riteneva possibile. Prese un quaderno e una penna e si mise in ascolto.

"Di questo scritto ne farai fotocopie e lo consegnerai domani".

"Si", rispose Kyle pronto a scrivere. Si chiedeva se forse era un angelo, ma non ne era sicuro.

La voce proseguì. "O figli miei, ascoltate. Venite a me, sono il Padre vostro. Io, Dio. Lasciate le vostre paure. Sono qui. Che aspettate ad amare me? Non ho forse creato Io voi? Non siete miei? Perché non credete? L'ateismo crolla, non dà ragione al vostro esistere. Figli miei, sappiatelo, Io ci sono. Non sapete quale Dio sono, poiché non avete fatto esperienza dell'Amore che Io ho per ognuno di voi. Sono qui per salvarvi. La vostra anima è importante, così tanto che Io ho mandato mio Figlio a salvarla. La giustizia è espiata, se avete fede in Lui. Perché avete paura? Io sono un Dio irascibile con chi odia, con chi vuole il male del prossimo, ma Io sono anche buono e premuroso con chi vuole il bene. Mio Figlio vi ha salvato, venite alla fonte della vita. È Gesù Cristo il Salvatore, credete in Lui, ogni cosa si appianerà. Tutto è complicato ora, ma semplice diverrà se vi aprite con la fede e la pratica religiosa. Non sono difficile. Il mondo è contorto, Io no. Vi dono la vita eterna, fatevi avanti per la felicità futura. Vi so ripagare di ogni sforzo. Quale gioia vi attende se credete con il cuore in Cristo risorto per voi! È la vita eterna il vostro anelito più grande! Desideratela, abbiatela a cuore, e Io vi trasformerò. Non abbiate paura. È semplice la mia via, solo pregate e accogliete le ispirazioni. Sono con voi, lasciatevi amare. Dio Padre".

"Voi, Dio, avete parlato con me?!?", chiese sgomento Kyle, con la mano sulla bocca in segno di stupore.

"Si, Io, Dio... e come mio Figlio ti disse, ti dico preparati alla gioia futura, perché la tua ricompensa è più grande di quanto osi sperare. Se tanti fossero come te salverei il mondo. A ognuno la sua chiamata, comunque. Prega e fidati, ti sarà data ogni consolazione!".

"Sì, mio Signore, lo farò".


Oggi sarai con me in Paradiso

Quella mattina di sabato Kyle era raggiante di gioia. Aveva sognato di nuovo Simona durante la notte, poco prima di svegliarsi. "Oggi sarai con me in Paradiso", era quello che lei gli aveva detto. Kyle non riusciva a contenere il suo sorriso. "Finalmente sarò con te", si disse, e corse a fare fotocopie del messaggio ricevuto da Dio Padre. Non stava in se dalla gioia. Il pensiero di morire gli appariva luminoso, non buio, ma non disse nulla a nessuno.

"Mio Dio ti amo!", continuava a ripetere. Non c'era altro che questo nel suo pregare, tanto gli sembrava fosse tutto quello che doveva dire. - Sono fortunato -, pensava, - i tempi bui per me sono finiti! -.


Inizia la vera vita

Kyle avanzava per le strade con i fogli in mano. Sorrideva di un sorriso solare ma che non nascondeva una certa preoccupazione. Incontrò un gruppetto di ragazze e si fermò un attimo a distribuire il messaggio.

"Cos'è?". Gli chiese una.

"È un messaggio di Dio".

"Oddio non sarai dei testimoni di Geova".

"No sono della Chiesa Cattolica".

"Ah va bene, leggerò".

"Grazie, pace e gioia!". Disse Kyle.

Incontrò ora un gruppo di metallari vestiti piuttosto cupi e duri di sguardo.

"Ma scusa ci dai queste cose a noi?".

"Dio non vi ama forse anche voi?", domandò.

"Ma noi non amiamo Dio".

"Solo perché non lo conoscete".

"Eh, io amo un altro", disse uno. "Il suo nemico", e rise.

"Stai buttando l'anima per un perdente", e se ne andò.

Ancora molti ragazzi e ragazze incontrò, ma a un certo punto si sentì come trasportato su ali divine. Il suo cuore era nella gioia. Sentì una voce, che riconobbe essere quella che aveva sentito nel sogno con l'arcangelo Gabriele: "Sta per iniziare per te la vera vita".

In quella un paio di ubriachi gli attraversò la strada.

Lui disse "Dio è Amore", e fece per dargli un foglietto, ma uno di quelli alzò la bottiglia che aveva in mano e gliela fracassò due e più volte sul capo, gridando "Maledetto! È colpa tua se la mia ragazza mi ha lasciato!".

Kyle cadde a terra sulle ginocchia, il volto tutto macchiato di sangue, rimase annientato per un po' in quella posizione, sentendo dolore ma come se allegerito. Poi si accasciò sulla terra. L'amico di quell'ubriaco fermò il primo bloccandolo da dietro, chiamando aiuto.

Kyle vide una grande luce. Vedeva Simona.

"Vieni amore, ti porto da Lui", gli disse con dolcezza, e lo baciò. In quel bacio Kyle sentì il dolore del capo svanire e si ritrovò improvvisamente fuori dal suo corpo, con un corpo simile ma diverso. Era l'anima.

Simona mise la mano nella sua e lo portò via con se.


Addio

Emoraggia cerebrale, avevano detto i notiziari, parlando del giovane che parlava di Dio agli uomini. Il compagno dell'ubriaco arrestato aveva detto che l'amico era stato lasciato dalla morosa per questioni religiose dopo che aveva letto la testimonianza di questo e aveva iniziato a praticare. L'uomo non aveva saputo trattenere il gesto folle di odio verso Kyle, ma era pentito.

Tarcisio arrivò in ospedale di gran fretta dove trovò Giuseppina. Per due ore piansero abbracciati.

Molti videro al telegiornale il giovane che gli aveva dato quei fogli con la sua testimonianza. Si fece un gran parlare in tante famiglie, alcuni ritrovarono il foglio e lo lessero con quell'attenzione con cui non l'avevano letto prima.

Anche i giovani amici di Kyle seppero la notizia: Giovanni, Licia, Marco. Si telefonarono l'un l'altro. Tutti piangevano, non sapevano darsi una ragione.


Io vivo

Il giorno dopo, domenica, Giovanni era con Licia e Marco a parlare su una panchina in uno dei tanti parchi.

"Mi vien solo da piangere", disse Licia, "ma perché si è andato a cacciare nei guai?".

"Si ma che storia. Muore Simona, muore lui. Tutti per la fede! È un po' esagerato a volte Dio!", disse Marco.

"Ma guarda che gente c'è per le strade! Veramente il mondo è pieno d'odio, e se la prendono coi buoni!", disse Giovanni.

"Ma a che serve?", disse Licia.

"Io credo che ora lui è in Paradiso, ed è tutto passato per lui. Ve lo devo dire... Kyle sapeva che stava per morire, mi aveva detto che Gesù gli aveva preannunciato questo. Lui era felice", aggiunse Giovanni.

"Così? Ma come si fa ad essere felici di morire?", disse Licia.

In quella sentirono tutti e tre un senso di felicità inondarli e una voce tonante dire "Io vivo! Abbiate fede in Dio!".

"Oddio era la voce di Kyle!", disse con occhio luminoso Licia.

I tre si guardarono allibiti.


Una goccia nell'oceano

"...tutto quello che facciamo è solo una goccia nell'oceano, diceva Madre Teresa di Calcutta, ma se non lo facciamo non ci sarà mai quella goccia. Kyle era una persona luminosa, un esempio fulgido di umanità e di fede. Noi consideriamo Kyle un fallito, un uomo che ha perso tutto, dalla futura sposa alla stessa sua vita, ma è un altro il punto di riferimento che dobbiamo prendere, ed è il Vangelo. Kyle ha lottato per il Vangelo, ha lottato perché l'amore vinca nel cuore degli uomini. Agli occhi del mondo possiamo dire che ha fallito, ma in verità quest'uomo è un martire di Cristo, uno il cui sangue irrora la fede di migliaia di persone ora e in futuro. Si, fratelli, i martiri esistono anche oggi, Kyle e Simona ce lo dimostrano. Ma essi ora gioiscono vittoriosi in cielo, la loro storia ha un legame di fede, di speranza e di carità così forte che urla nei nostri cuori l'Amore di Dio e non ce lo lascia dimenticare. Noi non possiamo rassegnarci a fedi vane e alle idee del mondo, davanti a testimoni così luminosi della Verità. Caro Kyle, ora tu in cielo sei beato e felice, e sei ricongiunto alla donna che ami. Ricordati di noi che siamo in questa prova, che abbiamo bisogno di luce per non perderci. Intercedi per noi e per la salvezza delle anime nostre. Caro Kyle, grazie, e come dicevi tu, pace e gioia! Sia lodato Gesù Cristo". Il frate capuccino finita l'orazione terminò di celebrare il funerale commosso. La chiesa era strapiena, e numerose erano le persone che erano accorse solo per la testimonianza ricevuta o per la notizia al giornale. Vi era anche la televisione. Giovanni aveva letto alcune preghiere all'amico Kyle e venne preso in disparte da una giornalista.

"Lui sapeva che stava per morire, glielo aveva rivelato la voce di Gesù che sentiva", disse fra le lacrime.

Tarcisio e Giuseppina stavano mano nella mano con una fiducia nuova, per quello che Licia aveva loro rivelato sulla voce che aveva sentito con Giovanni e Marco. Da quel giorno non si separarono mai più. Anche Giulio e Carla, genitori di Simona, erano presenti, con il cuore gonfio di lacrime per il loro figliolo, come lo pensavano.

Numerosi giovani si infervorarono per Dio e il Vangelo nel sentire le parole di Giovanni dette alla giornalista, e i discorsi in televisione sulla vicenda, e iniziarono a frequentare la chiesa e alcuni a prendere il suo esempio come modello di vita, vedendo ciò che cercavano in lui. Ma questa, cari amici, è un'altra storia.


I siti internet dei messaggi di Gesù e Maria di cui si fa cenno nel racconto sono:

http://medjugorje.altervista.org

http://www.jnsr.be

http://www.potenzadellacroce.it mio sito dove si trova l'ultimo mio libro: "La potenza della Croce – Entrare nella Risurrezione", libro di catechesi carismatiche su tutti i temi della fede, e messaggi di Maria Corredentrice.

http://www.messaggi-cristiani.it

Questo libro è un OpenBook in licenza Creative Commons (http://creativecommons.org), per una libera diffusione anche in carta stampata differente dalle leggi del copyright. Può essere pubblicato da qualsiasi casa editrice. Anche la diffusione di parti dell'opera è ammessa.

Sito di riferimento: http://www.potenzadellacroce.it






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Questo libro è sotto licenza CreativeCommons, ovvero non deve essere modificata e non deve essere attribuita ad un altro autore, ma per il resto chiunque può regalarla, diffonderla, farla conoscere, e qualunque casa editrice può pubblicarla (a proprie spese), purché non si prenda dei copyright che io non accetto esistano al riguardo.




Vi dico che anche una sola Ave Maria detta bene può salvare un’anima.- Messaggio della Madonna di Capua, del 15-6-2011 - http://www.verginedegliultimitempi.com/apparizioni.htm – Ave Maria, piena di Grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.



E DIO disse all'Uomo: "Guarendovi da tutti i vostri peccati, avete guarito la vostra Terra ! Essa è veramente guarita e fecondata dal bene che si è sprigionato dal cuore di tutti gli uomini. L’Uomo è nato per ritrovare il cammino di DIO, che si era perduto nella notte del Tempi !

Ecco venire in piena Luce: I Cieli Nuovi con la Terra Nuova.

L’Uomo rieducato, intese allora DIO che gli diceva:

"Se l'Umanità si mette ad AMARE e a Perdonare, che farò allora di tutte quelle Profezie?“ (tante cose che riguardano i castighi apocalittici).

Pensateci !... Di fronte a così tanto sangue!” (e a tanto sangue che minaccia di correre a causa del peccato che ha sommerso la terra, e che Dio non vuole!).

Dio vede che qualcosa finalmente sta succedendo nel mondo, e si sta ricredendo sulla necessità di permettere parecchie cose per la purificazione delle anime, alquanto necessaria per poter entrare in Paradiso.

(da http://www.jnsr.be/it.htm parola di Dio del 24 Aprile 2011).







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Quest'opera è consacrata al Cuore Immacolato di Maria.

Autore Oscar Lepore

oscarlepore@email.it

Sono presente anche su facebook con nome Oscar Lepore (quello nato il 9 luglio 1983).