Il castello di cristallo


Quella sera Fabio non riusciva a stare in piedi, aveva perso l'abitudine di dormire presto, ma questa volta si sentiva appesantito da un grave sonno. Finita la cena disse a sua madre Beatrice: - Vado a dormire. - e si accommiatò da tutti.

Nel letto si scostarono presto i pensieri per dar spazio alla fantasia. Si addormentò.

Un castello immenso medievale, ma fatto tutto di cristalli gli apparve davanti. Lui era immerso in un verde e rigoglioso frutteto.

<< Questi sono i frutti che hai dato finora nella tua vita >>. Da dove veniva questa voce? Fabio alzò gli occhi verso la provenienza del suono, ed ecco, un angelo possente scendeva verso di lui. Le sue ali erano d'oro, ma non di un oro terreno. Questo era scintillante di luce propria. Sulla corporatura aveva un'armatura come il diamante, ma flessuosa ed elastica. Pareva gli astri e le stelle fossero in essa in scintillii e bagliori simili a quelli che Fabio aveva spesso visto in immagini fotografate coi telescopi.

- Perché sei così bello? - gridò ad un tratto il giovane.

L'angelo stette in silenzio mentre scendeva. Quando tocco terra tutto il fogliame diventò luminoso nella rugiada che aveva ricevuto.

<< Sono il tuo angelo custode. Sono divenuto così grazie al premio per la mia condotta, da parte di Dio. Conquista il castello. >>

- Come posso? È immenso.

Improvvisamente agli occhi di Fabio comparirono demoni. Erano spiriti neri, pelosi. Alcuni erano impiastricciati di pece. Stavano in alcuni luoghi fuori e dentro il castello.

<< Merciel >>, sentì dentro se Fabio << ti aiuterà >>.

- Sei Merciel? Cosa debbo fare? Che è quel castello?

L'angelo distolse lo sguardo dal castello e lo posò sul giovane, il quale era alto meno della metà di lui.

<< Perché nomini il mio nome, il quale è bellissimo? >>, disse estatico, << nel mio nome vi è incastonato il Suo. Nel tuo lo scoprirai se rigetti il male dal tuo cuore. Quello è il tuo cuore >>.

Fabio vide l'angelo indicargli il castello.

- Il castello è il mio cuore?

<< Ti proteggo dai demoni esteriori. Vieni. >> L'angelo brandì la sua spada, dalla quale si vedevano emanare delle fluorescenze, e si avviò. Per ogni suo passo tre doveva compirne Fabio.

Mentre si avviavano tre demoni si scagliarono su Merciel il quale tagliò in due i serpenti velenosi che essi lanciavano. Fabio si sentì preso da tentazioni di scoraggiamento, aveva un po' di paura.

<< Prega! >>, tuonò Merciel, << Sostienimi >>.

Fabio prese a dire il Padre nostro. Merciel si scagliò contro i demoni e li infiammò con una vampata della sua spada.

<< Entriamo >>, L'angelo toccò una specie di portone, il quale era pieno di gemme. Si aprì a spirale. << È la tua coscienza >>. Entrati dentro Fabio diventò semitrasparente e vedeva il suo cuore rosso.

- Cosa mi è successo?

<< Così è la tua anima. Sei fatto di acqua viva >>.

In quella numerose anime gloriose e luminose si avvicinarono.

- Preghiamo insieme -, disse una.

- Ma chi siete?

- Siamo le anime del Purgatorio che hanno avuto accesso al Paradiso grazie alla tua preghiera. Noi viviamo nella tua casa futura.

In quella un demone grossissimo, furibondo, si scagliò su di loro. Fece un grande tuono battendo con i pugni intrecciati a terra. Fabio sentì un odio violento scaturirgli dentro verso Valeria, la sua ex ragazza, per aver abortito e averlo lasciato per questo.

- È un odio sopito! - gridò l'anima, - perdonala, per le lacrime di Maria!

- Dio! - gridò il giovane, - per le lacrime di Maria io perdono Valeria per ciò che ha fatto!

- Ascoltalo Signore! - gridarono le anime, mentre un angelo più possente di Merciel e tutto fatto d'acqua emerse dal pavimento e ingaggiò battaglia assieme a lui contro il demone che portava una scritta terribile sul capo, "rancore", ed era fatto come un lupo nero pieno di serpenti.

- Io la perdono... - disse intimorito Fabio mentre il demone fece per scagliarglisi contro, e lui si scansò con gran tonfo del demone.

- Di potenza! - gridarono le anime.

Fabio gridò - Dio io la perdono del male che ho sofferto a causa sua perché questo mi ha fatto crescere in sapienza e verità, per le lacrime di Maria Santissima e... per il Sangue di Gesù versato per noi.

Il demone urlò, tremendo, mentre Merciel gli conficcò la sua spada emanante sangue profumato nel suo petto, e scomparì come cenere al soffio del vento.

E proprio un vento si alzò forte dentro la stanza, mentre una specie di spirito nero come aria si mise a lievitare da sopra le scale.

<< È Dio, il Suo Santo Spirito che combatte contro lo Spirito dell'anticristo, invocalo, perché ti indichi la strada e allontani lo spirito nefasto >> disse l'angelo d'acqua.

Fabio cominciò a guardarsi a destra, a sinistra, cominciò a sentire voci che dicevano "segui me", "vieni da questa parte", "non andare là".

- Vieni Spirito Santo! Manda giù dal cielo un raggio della tua luce.

- Vieni Spirito Santo - riecheggiarono le anime di Dio.

Un bagliore come di fulmine attraverso la stanza con sembianze di colomba e prese uno stretto corridoio semplice, tra tanti ricchi delle più variopinte gemme.

- Vai a scoprire il tuo nome - disse l'anima di Dio che prima si era accostata al giovane, - lì non possiamo seguirti -, poi si girò verso le altre e tuonò - Ora si è compiuta la salvezza del nostro Dio, l'Onnipotente, a lui la Gloria e l'onore nei secoli, ed esse risposero - Amen! -, con le palme delle mani rivolte verso l'alto.

Fabio disse - Ma chi sei?

- Perché mi chiedi il mio nome, il quale è meraviglioso? Ero un predicatore. Ora... corri, solo gli angeli ti possono servire.

Fabio restò un attimo in silenzio a guardarlo, poi scattò di corsa e gli angeli presero a volare accanto a lui. I piccoli demoni neanche si mossero, irrigiditi dal terrore che essi incutevano loro.

Il corridoio scorreva sempre più ampio quando improvvisamente sboccò in un ampio stanzone semioscuro.

<< Usa la Parola di Dio >>, disse Merciel.

- Sia la luce! -, gridò Fabio. La colomba di fuoco tornò in una piroetta e tutte le torce si accesero al suo passaggio. Fabio si guardò intorno. Improvvisamente si sentì silenzio assoluto. Fabio si sentì riempito di forza inverosimile, e una spada d'oro lucente apparve al suo fianco. Fece per toccarla, quando improvvisamente vide un uomo tutto nero gridare - Tu vuoi farti come Dio!

- No! - gridò Fabio – Io non voglio farmi come Dio. Io voglio essere di Dio! - E prese la spada.

- Tu sei forte, sei vigoroso. Ti darò tutto questo se mi darai potere sulla tua anima.

<< Non è tuo né lui, né il suo cuore >>, tuonò Merciel, << Egli ha superato i numerosi ostacoli della sua vita ed è ben degno di conoscere il suo nome! >>

- No! Mai! Lo voglio! - gridò l'uomo nero, e si trasformò in un enorme drago.

<< È satana >>, disse l'angelo d'acqua a Fabio che sentiva la tentazione di voler essere un grandissimo eroe ammirato da tutti.

- Avanti! Uccidimi! - grugnì il terribile drago.

<< Non ne hai la forza se non gli togli la capacità di volare! >>, gridò Merciel.

Fabio si scagliò con tutta la sua forza e recise con la spada un'ala del drago.

Lo Spirito Santo volò ancora. Una sinfonia sacra si librò per tutta la stanza. Al sentirla il drago soffocava. L'angelo d'acqua disse << Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo >>. Il drago fece un ruggito d'accasciamento, poi dopo fece per buttarsi su Fabio.

- Merciel, la tua spada con la mia, a croce! -, Disse Fabio. Merciel subito posizionò la spada con quella di Fabio, una in orizzontale e una in verticale. Un gran fuoco uscì da esse e divorò il drago che bruciò fino a rimanerne solo cenere. Dietro di lui apparve un sole accecante. Fabio si mise una mano sugli occhi, poi si abituò e il suo sorriso sgorgò. Era Gesù, con un volto luminoso più di mille soli.

- Avvicinati. Non aver paura.

Fabio si avvicinò.

Gesù lo abbracciò. Il giovane si sentì al centro di un complesso d'armonie e di un amore inesprimibile.

- Sei caro al mio cuore. Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per ogni persona che hai aiutato. Mi accetti come tuo re?

- Si -, disse Fabio.

- Ebbene, io ti dico, tu sei figlio di re e ben ti sei guadagnata la corona. Tratta la tua donna, Francesca, come un giglio e non dimenticare mai il nome che ti ho dato.

- Qual'è, mio Signore? - disse Fabio.

- Tu sei Sorriso di Dio, perché col tuo sorriso hai affascinato centinaia di anime mostrando loro che è ben meritevole il vivere - e in quella Gesù posizionò la corona sul capo di Fabio. - Sei nella stanza più segreta del tuo cuore - disse poi, e aggiunse - Ti aspetto in Cielo.

Come un'armonia risuonò in tutto l'essere di Fabio, e così si risvegliò.

Rimase alquanto meravigliato del sogno fatto, di quanto fosse reale e di come lo aveva vissuto coscientemente. Sentì qualcosa sul petto, mentre il cuore gli ardeva come infuocato. Cacciò una mano dentro il pigiama ed estrasse un sassolino piatto bianco. Aprì la luce. Sul sassolino vi era inciso "Sorriso".